Il Comune di Castellammare finisce nel mirino degli investigatori. Il Prefetto di Napoli, Maria Gerarda Pantalone, nelle scorse settimane ha preso parte ad un'audizione presso la Commissione Antimafia della Camera dei Deputati, da cui è emerso che ben 27 comuni della Regione Campania sarebbero sotto la lente della Procura della Repubblica di Napoli che sta indagando su un'eventuale ingerenza della camorra nelle procedure di assegnazione degli appalti. Tra questi comuni figura anche Castellammare di Stabia, ma la soluzione trovata per la città delle acque sarebbe ben più sofisticata e ingegnosa rispetto ad altre realtà dell'entroterra napoletano come Casavatore e Marano, in cui si è già insediata la commissione d'accesso. Il commissario Claudio Vaccaro, infatti, è costantemente in contatto con le forze dell'ordine, con cui intrattiene riunioni periodiche, fungendo dunque da alto funzionario di una mini-commissione d'accesso camuffata dietro le spoglie ufficiali del commissariamento. La scelta di Vaccaro è stata tutt'altro che casuale, dato che la black list della Prefettura era in realtà già nota mesi prima del suo pubblico annuncio, circostanza che lascerebbe intuire l'esistenza di un piano ben congegnato messo in atto in seguito alla caduta dell'amministrazione Cuomo con lo scopo di monitorare dall'interno gli atti del Comune. L'indagine consiste nel verificare l'eventuale presenza di infiltrazioni camorristiche nell'appalto per la gestione e smaltimento dei rifiuti, nelle opere inserite nel progetto PIU Europa, nella gestione dei tributi, nella gara per l'affidamento dell'Hotel delle Terme. Nonostante tutto, però, le imminenti elezioni amministrative non sarebbero a rischioed il ruolo di Vaccaro dovrebbe pertanto esaurirsi con l'insediamento a Palazzo Farnese del prossimo primo cittadino che sarà scelto a giugno dagli elettori.