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Castellammare - Circum, gli utenti rinunciano ad utilizzarla perché inaffidabile

E’ quanto emerge dal Rapporto Pendolaria 2024 di Legambiente che analizza il trasporto ferroviario in Italia.

tempo di lettura: 3 min
15/02/2024 12:44:21
Castellammare - Circum, gli utenti rinunciano ad utilizzarla perché inaffidabile

Gli utenti della Circum rinunciano ad utilizzarla perché inaffidabile. E’ quanto emerge dal Rapporto Pendolaria 2024 di Legambiente che analizza il trasporto ferroviario in Italia e che mette in evidenza “differenze marcate sulla qualità e quantità del servizio, in particolare tra nord e sud e tra linee principali e secondarie, e dove le prospettive non sembrano di certo incoraggianti”.  Secondo Legambiente “l’eterna rincorsa all’annuncio sulle grandi opere, dannose e perlomeno discutibili in termini di utilità, hanno spostato ancor di più l’attenzione rispetto ai veri problemi di chi si muove in treno ogni giorno, ignorando l’importanza di avere servizi efficienti e puntuali. Il rischio concreto è ignorare le “piccole” opere che farebbero grande il Paese: raddoppi e passanti ferroviari, potenziamenti e velocizzazioni, nuove stazioni, elettrificazioni”.

In Campania – secondo il rapporto - pesa ancora l’anzianità del parco rotabile di EAV (ex Circumvesuviane, Sepsa e MetroCampania NordEst) con 21,4 anni di media, nonostante i primi nuovi treni stiano arrivando in maniera più costante negli ultimi anni, contro i 15,3 anni per Trenitalia. Una linea ferroviaria di 142 km, ripartiti su 6 linee e 96 stazioni, che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino sarnese. Parliamo dell’insieme delle ex linee Circumvesuviane, tra le più antiche d’Italia, che servono un bacino di centinaia di migliaia di abitanti e diversi comuni della provincia di Napoli. Tanti e ormai storici i disagi che devono sopportare i pendolari che usufruiscono di queste tratte.

“Dopo un 2022 segnato da continui disagi alla circolazione – si legge nel rapporto - (passaggi a livello malfunzionanti, ritardi e soppressioni su varie direttrici, incidenti più o meno gravi, problemi tecnici sulle tratte, ecc.) anche il 2023 è stata un’annata all’insegna delle difficoltà e dei ritardi per i tanti utenti costretti spesso a rinunciare all’utilizzo del treno come mezzo quotidiano di trasporto perché inaffidabile. Va evidenziata anche una problematica rispetto agli orari di servizio delle linee in questione. La tratta Napoli-Sorrento, ad esempio, poco più di 70 chilometri, fa segnare 38 minuti di servizio in più la sera rispetto alla linea di Torre Annunziata, 133 minuti di servizio in più rispetto alla linea di Poggiomarino, 143 minuti di servizio in più rispetto alla linea di Baiano, 157 minuti di servizio in più rispetto alla linea di Sarno. Differenze notevoli che disegnano tratte e passeggeri di serie A e altre di serie B o C. Tardano ancora a concretizzarsi gli importanti investimenti annunciati ormai più di un anno fa dalla Regione Campania, attraverso l’acquisto di nuovi treni che sarebbero dovuti entrare in servizio a partire da settembre 2024. Il Presidente della Regione, De Luca, ha infatti spiegato a inizio gennaio 2024 che ci saranno importanti ritardi sulle commesse per mancanza di materiale ferroviario per i nuovi treni. Si preannuncia dunque un’altra annata di disagi per i pendolari”.

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