La nuova gara per l'affidamento dei servizi cimiteriali prenderà il via a breve. Dopo una lunga ed estenuante battaglia legale spintasi fino al Consiglio di Stato, il Comune di Castellammare ha avviato l'iter burocratico per pubblicare un bando di gara quinquennale per un importo che si aggira intorno al milione di euro. Attualmente i servizi cimiteriali sono gestiti dalla Caronte sas di Casoria in regime di proroga dal 2005. Sin dalla prima scadenza del mandato, il Comune ha tentato di avviare la gara d'appalto, ma la Stazione Unica Appaltante, ossia il Provveditorato alle opere pubbliche di Campania e Molise, in ben due occasioni ha bloccato la procedura: nel primo caso, la Commissione aggiudicatrice rilevò "l'irregolarità della formulazione delle istanze" da parte delle due imprese partecipanti; il secondo bando, invece, è stato bloccato per un tentativo di turbativa d'asta, essendo stato segnalato "un unico centro decisionale nella presentazione delle tre offerte". Ad inizio anno 2013, inoltre, la ditta è stata colpita da un'interdittiva antimafia proveniente dalla Prefettura di Napoli che ha costretto il Comune a disporre una "declaratoria di decadenza" del rapporto. I titolari della Caronte sas hanno così deciso di presentare ricorso al Tar della Campania contro il provvedimento assunto dall'ente di Palazzo Farnese, chiedendo di soprassedere dall'emanazione della declaratoria di decadenza, e il Tribunale ha accolto la tesi della difesa, definendo il “rischio di inquinamento mafioso superato” in quanto le parentele dei titolari dell'azienda con la criminalità organizzata risalgono agli anni '80 e da allora l'assetto societario era stato profondamente mutato. La vicenda è giunta così sui banchi del Ministero per l'Interno e il Consiglio di Stato, infine, ha confermato la legittimità dell'informativa antimafia, riscontrando vincoli di parentela ancora in essere tra gli intestatari dell'azienda e la criminalità organizzata.