Mentre la mescita dell’acqua della Madonna prosegue nonostante i divieti, una nuova denuncia arriva alle autorità locali da parte di un cittadino stabiese e riguarda dei grandi cassoni di raccolta dell’umido posizionati proprio accanto alle fontanine di via Duilio.
Al riguardo ricordiamo che proprio la stessa ASL ha intimato al comune di Castellammare di Stabia a provvedere a risolvere i problemi igienico/sanitari riscontati nel corso di un sopralluogo alle fonti lo scorso mese di maggio. Un controllo effettuato dai medici dell’Azienda Sanitaria Locale anche a seguito dei lavori di bonifica dal nichel riscontrato nelle analisi delle acque che ha tenuto chiuse le fontane per diversi mesi. Ed ora, fino alla bonifica dell’area, la mescita è ancora interdetta.
Ma ritornando alla denuncia fatta dal cittadino stabiese, che ha scritto al Comune, all’ASL ed al comando dei carabinieri di Castellammare di Stabia oltre che alla stessa capitaneria di porto, il sig. M.C. fa notare “l'assurdo ed incredibile posizionamento della raccolta di umido in due grossi contenitori posti nelle immediate vicinanze della mescita di acqua della madonna. Tutto ciò crea oltre che un persistente e nauseabondo odore, anche la presenza ed il costante sversamento di liquame dovuto alla macerazione dell'umido sempre in prossimità delle fonti e che inevitabilmente scola poi a mare. Mi chiedo pertanto se questa sciagurata idea di porre tali enormi contenitori nei pressi delle fonti di acqua della madonna possa essere cambiata. Tutto per favorire una idea di civiltà ambientale e turistica che si vorrebbe dare alla nostra già martoriata città”.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Andrea Di Martino che ha presentato una interrogazione consiliare «per conoscere chi ha autorizzato questi cassoni in legno, e se sono conformi alle normative anti-inquinamento. Credo che a prescindere da tutto questo andrebbero immediatamente rimosse. Questa zona da che era una caratteristica della città è diventata caos parcheggio abusivi ed ora anche discarica» ha concluso.
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