Insieme ai genitori ha cercato di incontrare Cuomo: "Era a Palazzo Farnese, ci è passato davanti come una meteora o, forse, con la supponenza di chi fa una graduatoria dei problemi".
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Continua la querelle relativa alla Scuola dell'Infanzia Don Ciro Donnarumma. A scrivere il nuovo capitolo della battaglia per l'aula negata ai tanti bambini costretti da alcune settimane ad una grottesca rotazione, è il dirigente scolastico Cinzia Vicinanza che, dopo l'incontro con i genitori disertato dal sindaco Nicola Cuomo, manifesta la propria giustificata rabbia in una lettera inviata al primo cittadino. Poche righe in cui emerge il disinteresse dell'amministrazione comunale verso un settore, quello dell'istruzione, che dovrebbe di contro ricoprire un ruolo di primissimo piano nei progetti di qualsiasi città rappresentando di fatto la stella polare dei cittadini del domani.
"Egr. Sig. Sindaco, peccato! Ieri ha perso un'altra occasione per mostrare il Suo interesse nei confronti dei bambini, piccoli alunni della Scuola dell'Infanzia - Plesso Via Martucci.
Ancora una volta ha disertato un incontro che la Sua segretaria aveva fissato - si legge nella lettera -, ovviamente su nostra richiesta.
Eppure era lì! A palazzo Farnese. In ufficio. Ci è passato davanti come una meteora o, forse, con la supponenza di chi fa una graduatoria dei problemi e/o delle persone-istituzioni. A pensarci bene, c'era da immaginarselo. Cosa vuole che rappresenti per un Sindaco di sinistra una classe d'asilo in più o in meno. Contano i numeri sul territorio piuttosto che le singole realtà quotidiane che sottendono ogni alunno.
Ancora una volta ha schiaffeggiato formalmente e pubblicamente l'Istituzione che legalmente rappresento e, ovviamente la mia persona ma... di questo non mi rammarico.
Provo invece una grande vergogna, come rappresentante di un'Istituzione pubblica stabiese, per lo spettacolo offerto ai genitori. Erano lì ieri, puntuali, educati, fiduciosi, rispettosi dell'appuntamento fornito dalla Sua segreteria. In qualità di rappresentanti di circa altri settanta genitori. Loro sì che ci credevano (a differenza mia che ho già conosciuto l'indifferenza e la sordità dell'Amministrazione). Erano lì con gli occhi vividi per quella giovane età che li vede disposti a qualsiasi sacrificio pur di assicurare il meglio ai loro piccoli. Perché è di questo che si tratta! Noi tutti, loro ed io, insieme a docenti e ATA, vogliamo che i bambini siano accolti in un ambiente SANO e SICURO, adatto alle esigenze della loro età. Non altro. Abbiamo chiesto questo. Tanto difficile da capire al netto di ogni altra polemica o, peggio ancora, di simpatie e antipatie personali?
A queste nostre richieste Lei ha risposto negando ogni qualsiasi incontro/confronto da ben cinque mesi ormai. Mai un minuto di tempo per noi. Prima dei bambini c'erano le Terme, l'emergenza Multiservizi, l'emergenza cantieri, il Prefetto. E ieri? Quale emergenza aveva? Era lì a due passi da noi ma... pensandoci bene ne comprendo ora il motivo: ci voleva troppo coraggio a dire, non a me ma a quei genitori speranzosi di una soluzione, che i loro bimbetti potevano trascorrere otto ore al giorno in un locale di servizio. Ci voleva anche troppo coraggio ad ammettere che quei bambini non riavranno mai un'aula SANA E SICURA , né quest'anno né il prossimo. Troppo coraggio a riconoscere che oltre l'aula sono stati negati anche gli arredi più volte richiesti. Troppo coraggio per assumersi la responsabilità della perdita di tre o quattro posti di lavoro, e non solo. Ottimo! Insieme abbiamo dato una risposta alle famiglie e alla "fame" di lavoro. Ben fatto! A differenza dell'Assessore all'Istruzione che tanto diligentemente La rappresenta e che pubblicamente ammette di essere serena, io non sono serena. Amo sognare che non lo sia neanche Lei.
Con cordialità
Cinzia Vicinanza
Dirigente scolastico
P.S. L'abbiamo invitata più volte a venire in sede. Se vorrà non ha che da dircelo. NOI CI SAREMO".