Il mese di settembre sarà fondamentale per definire gli scenari futuri dell'ex Casa del Fascio. Il sindaco un mese ha ricevuto le chiavi della struttura dal giudice, il che ha velocizzato i tempi tecnici per la ripresa dei lavori, interrotti in seguito alla scadenza dei termini previsti nell'ambito del progetto PIU Europa. Dopo le ferie di Ferragosto, inoltre, saranno resi noti i risultati delle verifiche statiche per le quali sono stati investiti circa 35mila euro al fine di verificare la stabilità della struttura e avviare l'iter per la riattivazione del cantiere. L'ex Casa del Fascio è destinata ad ospitare la nuova biblioteca comunale, per la quale i lavori sono stati completati quasi all'80% ma sono stati sospesi anche in ragione di alcune pendenze legali. Il restauro dell'ex Casa del Fascio, infatti, è al centro di un contenzioso tra il Comune e le ditte che detenevano la gestione del cantiere prima dell'interruzione dei lavori, prolungatasi a causa della scadenza dei termini previsti nell'ambito del piano PIU Europa. L'opera era stata completata al 90% dalle aziende ATI Valentino Giuseppe Srl e Impregiva Srl, ma la risoluzione del contratto con le due società ha lasciato strascichi pesanti, certificati dalle cause in atto presso il Tribunale di Torre Annunziata. ATI e Impregiva, infatti, chiedono circa 600mila euro per le opere compiute; il Comune di Castellammare, invece, pretende il risarcimento di 750mila euro per le opere incompiute. Al posto dell’attuale Palazzo del Fascio, come ricorda il maestro Giuseppe D'Angelo, esisteva un antico spiazzo, da sempre chiamato Ponticello. Nel 1909 l’avvocato Giuseppe de Rosa fece richiesta al Comune di censirgli tale suolo per costruire il proprio villino. Questa circostanza fece riflettere il Comune che, nello stesso anno, decise di trasformare la piazzetta, nel frattempo ribattezzata Nino Bixio, in un giardino, con ringhiera in ferro. Ma negli anni '40 la piazzetta fu definitivamente occupata dalla Casa del Fascio. Al termine del periodo fascista e quindi in tempi a noi più vicini, il palazzo fu dapprima sede della biblioteca Comunale per poi essere occupato per numerosi anni da alcune famiglie terremotate senza tetto che lo presero a ricovero. Liberato poi di recente dall’improprio ruolo di civile abitazione, il palazzo è in attesa di essere restituito alla città ospitando al suo interno la biblioteca comunale. I circa 6,4 milioni di euro che la Regione ha sbloccato rimodulando i fondi PIU Europa affidati al Comune stabiese serviranno, dunque, non solo per il restyling della villa comunale, ma anche per completare i lavori nell'ex Casa del Fascio e sul Corso Alcide de Gasperi. Anche per quest'ultimo la situazione potrebbe sbloccarsi a partire dal 22 agosto, quando con ogni probabilità sarà strutturato un piano preciso per riqualificare un'area a lungo abbandonata e realizzare un boulevard paesaggistico immerso nel verde e dotato di pista ciclabile, che sarà collegata poi ad un'altra pista ricavata all'interno della villa comunale, progetto che è ancora in itinere dato che la vecchia collocazione prevista dal piano aziendale non è più attuabile.