Forse, come disse una persona una volta, "non siamo ancora abbastanza poveri" per decidere che è ora di voltare decisamente pagina.
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"Come dire ad una bambina che non possiamo uscire e che non posso portarla alla festa in ludoteca perchè ho paura?" È probabilmente questa la frase simbolo dell'ennesima festa insanguinata dai tradizionali atti di teppismo che rendono tristemente famosa Castellammare. Lo strazio di una madre racchiuso in un commento su un social network.
Una madre che non sa come spiegare ad una bambina, che vorrebbe solo divertirsi col suo costume, perché una giornata di festa si sia trasformata per l'ennesima volta in una guerriglia. E francamente anche chi di anni ne ha qualcuno in più non riesce a trovare le parole, le motivazioni, una sola buona ragione sul perché questa città tenti di affossarsi ogni volta sempre di più.
Anche quest'anno uova, farina, arance, con la new entry degli estintori, hanno fatto capolino sulle carrozzerie di malcapitati automobilisti. E, dulcis in fundo, qualche motociclista ha anche rischiato parecchio, trovandosi sotto il fuoco incrociato della stupidità.
L'hanno chiamata "Carnevale sicuro" - e già da se è un ossimoro - un'operazione congiunta delle forze dell'ordine per rendere le strade più sicure. O meno rischiose. Un controsenso, un'assurdità, un abominio tutto nostro. Esattamente come la notte dell'immacolata, una giornata di festa - e di guadagno - come quella di Carnevale si trasforma in una guerriglia, con l'eterna lotta tra le forze dell'ordine e una parte di popolazione che proprio non ne vuole sapere di adeguarsi alle regole del vivere civile. Carnevale - e l'Immacolata, meglio sempre ribadirlo - dovrebbero essere lucrose occasioni per festeggiare, attrarre turisti, far guadagnare qualcosa in più a bar e ristoranti, il che si traduce, anzi tradurrebbe, in più lavoro per tutti. E invece, anche questa volta ci è ritrovati ad assistere all'ennesima giornata della Vergogna.
Pattuglie che a sirene spiegate corrono da un quartiere all'altro, lanci sospesi per qualche minuto, giusto il tempo di far andare via il lampeggiante. Gli sforzi delle forze dell'ordine ci sono stati, il nuovo servizio di telecamere può aver aiutato, ma le forze 'fisiche' in campo sono troppo esigue: appena quattro pattuglie tra polizia di stato e municipale. Nessuno ha voluto o potuto chiamare rinforzi, gli stessi che però si vedono sistematicamente per le partite di calcio o quando qualche politico deve fare la sua passerella in campagna elettorale. Come a dire, sappiamo che c'è un problema, ma la legalità può attendere.
In compenso dalla questura ci fanno sapere che sono stati 'tanti' i fermi, il che a modo suo è anche una buona notizia. Ma le pene? Le conseguenze? In quanti se la sono cavata con una semplice lavata di capo? In quanti invece si sono anche risparmiati il 'cazziatone' perchè minorenni e quindi intoccabili? La città, almeno sui social, si lamenta, si indigna, sbraita, chiede giustizia e normalità. Dagli altri però, perchè la paura è sempre tanta, il "è meglio non impicciarsi" va ancora di moda. Sempre dagli uffici di polizia fanno notare come le segnalazioni siano comunque in aumento, certo è un buon segnale, ma è comunque poca cosa rispetto a quello che dovrebbe essere. "Il male non sta solo nel compiere il male. Il male sta nel non prendere posizione contro di lui, sta nell'indifferenza", scrisse una volta Oriana Fallaci.
Intanto, mentre Castellammare sembrava un paese in guerra, tanti giovani stabiesi hanno abbandonato la propria città per andare a festeggiare il carnevale in penisola o nelle città limitrofe, zone in cui si è capito ormai da tempo che la civiltà e la legalità genera benessere per tutti. Evidentemente Castellammare naviga nell'oro e di tutto questo non ha bisogno.
Servono leggi, serve educazione, servono famiglie e serve repressione costante, non giornate dedicate all'intifada. Siamo la città in cui si tollera di tutto e gli effetti sono alla vista di chiunque. Dai parcheggiatori abusivi, dagli ambulanti senza permesso, ai taglieggiatori di ogni tipo. Ci raccontano ogni volta che vogliono fare di Castellammare una città turistica, ma con quali presupposti visto che ogni festa è l'occasione per tutti, tranne che per lo Stato, di mostrare la propria forza? In base a quale principio un turista, ma anche uno stabiese, dovrebbe decidere di rischiare e stare a Castellammare?
Forse, come disse una persona una volta, "non siamo ancora abbastanza poveri" per decidere che è ora di voltare decisamente pagina.