Cronaca
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Castellammare - Capitale della Cultura, la proposta del teatro C.A.T.

Ricerca, storia, tradizione, canzone e naturalmente teatro: queste le basi del loro progetto.

tempo di lettura: 2 min
di Valeria Cimmino
21/02/2020 09:30:46
Castellammare - Capitale della Cultura, la proposta del teatro C.A.T.

La Cooperativa di teatro C.A.T, da sempre impegnata in ambito artistico, ha nel tempo consolidato un gruppo che si rinnova continuamente, nel segno della tradizione teatrale napoletana, rendendosi uno dei punti di riferimento per il teatro stabiese.

Non stupisce dunque che fra i quattordici progetti presentati al comune per la candidatura di Castellammare di Stabia come Capitale Italiana della Cultura, ci sia anche la proposta del C.A.T

Ricerca, storia, tradizione, canzone e naturalmente teatro, sono queste le basi da cui si dipana il progetto, pensato per una città che si candida a diventare un fervente centro di cultura. Dalle origini al Teatro moderno, dalla maschera di Pulcinella all’attore “spogliato”, da Petito e Viviani a Ciro Madonna e Italo Celoro; un'eredità artistica, che prenderà vita nei “luoghi simbolo” della città, attraverso la partecipazione e la condivisione collettiva, sono il fulcro del progetto presentato da C.A.T.  ed ideato da Marcella Celoro, Amministratore Delegato della Cooperativa di teatro e dalla Dottoressa Maria Ida Sorrentino. «Nessuno sarà escluso, perché collettivo è questo immenso patrimonio.» afferma Maria Ida Sorrentino.

Tale obiettivo si concretizza nella proposta di realizzare tre progetti teatrali, ambientati in tre luoghi simbolo della città: Terme, Villa San Marco e Cassarmonica.

Spiega Maria Ida Sorrentino: «I tre progetti avranno come centro di gravità il teatro stabiese, rappresentato scenograficamente dal paesaggio della città. In un contesto di riappropriazione dello spazio pubblico e di condivisione artistica, i progetti prenderanno vita in punti di vitale importanza per i cittadini stabiesi e non solo, donando vita artistica ai posti del cuore, e valore primario alla memoria. Lo scopo è infatti anche quello di riabilitare questi luoghi, troppo spesso sottovalutati e dimenticati, riconsegnando loro dignità e grande valore storico e culturale. I luoghi in questione possono essere considerati, senza alcuna ombra di dubbio, patrimoni da tutelare.»

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