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Castellammare - Capannone a fuoco in via Fondo d'Orto, c'è l'ombra del racket

Gli investigatori non hanno dubbi: l'incendio divampato poche ore prima della mezzanotte di Capodanno all'interno della struttura della periferia nord della città ha una matrice dolosa. La ditta opera nel sttore florovivaistico.

tempo di lettura: 2 min
di Giancarlo Esposito
02/01/2018 14:56:59
Castellammare - Capannone a fuoco in via Fondo d'Orto, c'è l'ombra del racket

Immagine di repertorio non collegata alla notizia

C'è l'ombra del racket dietro all'incendio che ha distrutto il capannone industriale di via Fondo d'Orto, di proprietà di una ditta che opera nel settore florovivaistico. Poco prima della mezzanotte di Capodanno, le fiamme sono divampate all'interno della struttura e il fumo nero è stato visibile in gran parte della città, ma la vicenda non è passata inosservata alle forze dell'ordine che hanno intuito la matrice dolosa del rogo, vagliando svariate ipotesi. Non è da escludere un tentativo di confondere le idee poco prima dei clasisci botti di Capodanno, un modo magari per depistare gli inquirenti e indirizzare contemporaneamente un messaggio preciso alla ditta che opera nel mercato dei fiori di Fondo d'Orto. A prendere corpo più di ogni altra è la pista del racket, una sorta di avvertimento per il mancato pagamento di un pizzo o per qualche azione non piaciuta ai responsabili dell'incendio. Ma non è da escludere neppure l'ipotesi di una vendetta legata a ragioni concorrenziali. Le forze dell'ordine seguono in primis queste due piste, ma sperano nelle immagini delle telecamere pubbliche e private di videosorveglianza per provare a risalire ai colpevoli. La notte da incubo a San Silvestro è stata contraddistinta, dunque, dalle fiamme che hanno divorato l'immobile, domate dai vigili del fuoco di Castellammare di Stabia, con l'aiuto dei rinforzi da Torre del Greco e Pompei, sotto gli occhi attoniti dei titolari, che vedevano distrutti anni di sacrifici. Sul posto, poi, sono sopraggiunti i carabinieri agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia e del tenete Andrea Riccio e la polizia di stato guidata dal primo dirigente Palo Esposito. I primi rilievi hanno confermato la natura dolosa di un incendio che ha preceduto i botti di fine anno, i quali però non hanno oscurato una vicenda a tinte fosche che fa tornare di colpo l'incubo del racket.

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