È caccia al latitante Giovanni D'Alessandro, esponente di spicco della cosca di Scanzano che per anni avrebbe finanziato il traffico di stupefacenti. Sfuggito al blitz di qualche settimana fa, su di lui si stanno concentrando gli sforzi degli inquirenti che hanno avviato una vera e propria task force del quartiere bunker di Castellammare di Stabia come raccontato anche da Metropolis. Ma fino ad ora non sono riusciti a stanarlo. Controllate e perquisite diverse abitazioni riconducibili al clan D'Alessandro, ma del ras nessuna traccia. Ed ecco quindi che i militari hanno dato inizio alle ricerche anche fuori Regione. L'idea, infatti, è che Giovanni D'Alessandro sia riuscito a lasciare la Campania e stia trovando protezione in altri territori. Al via i controlli nelle Regioni confinanti e anche in quelle in cui la cosca di Scanzano ha trasferito parte dei suoi affari, come l'Emilia Romagna.
Per la Direzione Distrettuale Antimafia Giovanni D'Alessandro, in compagnia di Sergio Mosca, avrebbe diretto la cosca negli anni in cui i figli di Michele D'Alessandro erano tutti in carcere. Erano loro ad occuparsi dell'acquisto e delle sostanze stupefacenti. Un'organizzazione ben ramificata che gestiva le piazze di spaccio stabiesi oltre che i guadagni che derivavano da esse. Il tutto fino all'operazione dei carabinieri di qualche settimana fa che hanno smantellato l'operazione e notificato ordinanze per ben 26 persone, fra cui Giovanni D'Alessandro e Sergio Mosca. All'appello manca ancora Antonio Di Martino, della cosca di Gragnano, ormai latitante da 18 mesi (essendo destinatario di un altro ordine d'arresto nell'ambito dell'inchiesta Olimpo).
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