Sono in stato di fermo con l'accusa di estorsione e sequestro di persone aggravata dal metodo mafioso. Hanno picchiato e sequestrato un commerciante per "elkiminare" la concorrenza.
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Avevano deciso di prendersi il business delle forniture di frutta a bar e pasticcerie di Castellammare e per farlo non hanno esitato ad usare la violenza contro il gestore della ditta che svolgeva il servizio sul territorio. Così sono finiti in stato di fermo due 37enni stabiesi, già noti alle forze dell'ordine e ritenuti vicini al clan D'Alessandro di Scanzano, Pasquale Vuolo e Michele Vicidomini. Questa mattina i carabinieri della compagnia di Castellammare, agli ordini del capitano Gianpaolo Greco e del tenente Carlo Santarpia, hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo nei loro confronti emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Per Vuolo e Vicidomini le accuse sono di estorsione e sequestro di persona con l'aggravante del metodo mafioso. Le indagini dei militari hanno consentito di ricostruire la vicenda che vede protagonista il responsabile di una ditta di frutta e verdura sequestrato e picchiato per "eliminarlo" dal mercato delle forniture a Castellammare. Il businesssu cui avevano messo gli occhi i due 37enni pregiudicati è quello delle forniture di frutta, utilizzate per il confezionamento di dolci, a bar e pasticcerie del comprensorio stabiese