E' a questa pista che stanno lavorando gli investigatori per ricostruire nei particolari la dinamica dell'attentato e soprattutto per risalire all'identità degli autori.
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Bomba carta al "Sole 365", l'ombra del clan D'Alessandro dietro il raid di via Pietro Carrese. E' a questa pista che stanno lavorando gli investigatori per ricostruire nei particolari la dinamica dell'attentato e soprattutto per risalire all'identità degli autori.
I carabinieri della compagnia di Castellammare, pur investigando ad ampio raggio senza tralasciare nessuna ipotesi, propendono per la pista del racket delle estorsioni ed in particolare sulla cosca di Scanzano. E' risaputo che il 'pizzo' è uno dei business illeciti del clan D'Alessandro, l'organizzazione criminale egemone nell'area stabiese. Taglieggiare commercianti e imprenditori e imporre, se necessario con l'uso delle minacce e del terrore, la gabella. Anche se c'è chi, in città, ancora si ostina a negare l'evidenza. All'esame dei militari stabiesi - che presto potrebbero essere coordinati non più dai pm della Procura di Torre Annunziata ma dalla Direzione distrettuale antimafia a cui passerebbe il fascicolo d'inchiesta - ci sono i filmati delle telecamere di videosorveglianza del sistema cittadino e dei privati. Al setaccio ci sono i fotogrammi delle sequenze immortalate dagli occhi elettronici: al momento pare che di 'sospetto' ci sia una moto di grossa cilindrata con due uomini a bordo che percorrere via Carrese contromano per poi andare verso il viale Europa.