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Cronaca

Castellammare - Baby gang, entra in scena la nuova generazione della criminalità

Un fenomeno che trae origine da cattivi esempi e dalla mancanza di un tessuto sociale che agevoli una crescita consapevole dei più giovani, attratti dal potere e dalla vendetta facile, dalla smania di grandezza ma anche da una profonda solitudine. Don Fabio ai giovani: «Non lasciatevi illudere da ciò che luccica».

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Ha sparato per autodifesa, o almeno così lascerebbe intendere il 17enne che si è consegnato alla polizia dopo aver esploso un colpo d'arma da fuoco all'interno di una sala giochi contro Catello Cerchia, figlio di un commerciante stabiese. Quel coltello rinvenuto nella tasca di Catello, operato all'addome in seguito alla ferita che ha rischiato di costargli la vita, è divenuto l'elemento chiave di una vicenda inquietante che apre una nuova frontiera nella malavita sul territorio stabiese. Il pistolero avrebbe indossato il casco e impugnato la pistola perché temeva che il 19enne Catello potesse fargli del male con quel coltello. Un'assurda sequenza di sangue e violenza fa da sfondo all'entrata in scena di una nuova generazione di malviventi sul territorio stabiese. Le liti e le bravate hanno ormai lasciato il posto alla degenerazione delle nuove leve, probabili reclute di organizzazioni crminali che trovano terreno fertile nei contesti in cui è forte il degrado sociale. Catello ha rischiato davvero di morire. Sarebbe bastato che quel proiettile lo perforasse pochi centimetri più su e la sua vita sarebbe stata quasi certamente compromessa. Se l'è cavata con l'asportazione della milza, ricordo di una notte in cui il fenomeno delle baby gang si è materializzato in tutta la sua brutalità a Castellammare di Stabia.

Un fenomeno che trae origine da cattivi esempi e dalla mancanza di un tessuto sociale che agevoli una crescita consapevole dei più giovani, attratti dal potere e dalla vendetta facile, dalla smania di grandezza ma anche da una profonda solitudine. Perchè in fondo è proprio dove la cultura non arriva che prende corpo la criminalità, una piaga che ha fatto piombare Castellammare in un'epoca buia, da cui è indispensabile uscire quanto prima per evitare di cadere nel baratro. E in quest'ottica assume una valenza fondamentale l'insegnamento della scuola, delle associazioni e delle parrocchie, luoghi di aggregazione per strappare i ragazzi alla strada. «Non lasciatevi illudere da quello che luccica, non scegliete la strada più semplice che promette isole felici. - ha affermato Don Fabio Di Martino nel suo messaggio rivolto alle nuove generazioni - Unitevi a noi e non isolatevi. Il male esiste ma c'è anche tanto bene. Diciamo no alla violenza, che contribuisce a generare altra violenza. Apriamoci alla fraternità, perché nel cuore di ogni uomo c'è un seme di bene che deve maturare e dare i suoi frutti».


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giovedì 25 gennaio 2018 - 08:42 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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