Basta Al Freddo. E’ quello che gridano gli studenti, le famiglie, i docenti, il personale ATA e tutti i lavoratori dell’I.I.S. “Vitruvio” di Castellammare di Stabia.
«Basta al freddo – hanno detto gli studenti ed il personale scolastico ieri mattina quando, al rientro dalle vacanze natalizie, hanno trovato i termosifoni ancora spenti - Noi vogliamo studiare e lavorare in condizioni dignitose, al caldo e tutti insieme.
A fronte di un’occupazione di locali scolastici comunque al freddo e quindi del tutto inutile, noi diciamo alla ex Provincia Città metropolitana, alla cittadinanza, alle forze dell’Ordine, al Comitato Studentesco/CPS,
agli organi di stampa, alle forze sociali e politiche che a partire dal giorno 8 gennaio 2016 gli alunni osserveranno un orario scolastico ridotto articolato sempre su sei unità orarie giornaliere della durata di 30 minuti ciascuna».
La prima ora avrà inizio alle ore 10.00. Questo il nuovo orario osservato:
1a ora dalle ore 10.00 alle ore 10.30
2a ora dalle ore 10.30 alle ore 11.00
3a ora dalle ore 11.00 alle ore 11.30
4a ora dalle ore 11.30 alle ore 12.00
5a ora dalle ore 12.00 alle ore 12.30
6a ora dalle ore 12.30 alle ore 13.00
Pertanto gli alunni entreranno almeno 15 minuti prima (alle 10.00 chiusura cancelli).
«Tale decisione – si legge in una nota del consiglio d’istituto - è stata presa in comune accordo con la Dirigente Scolastica, a causa del protrarsi del mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento. Tale orario si protrarrà fino a quando non sarà ripristinato il suddetto impianto».
Ma non è tutto. L’istituto di via D’Annunzio metterà in atto forme di protesta che si attiveranno a partire dal giorno 13 gennaio attraverso l’invio di una delegazione dei rappresentanti di classe a Piazza Matteotti a Napoli presso la sede della Città Metropolitana. «A seguito degli esiti di tale incontro – fanno sapere - si procederà con l’occupazione dei locali di proprietà della Città Metropolitana opportunamente riscaldati al fine di svolgervi dentro regolarmente le lezioni».
Medesima situazione è vissuta allo Sturzo dove oggi i ragazzi sono entrati in classe portandosi da casa coperte e cappelli.