Al processo è stato ascoltato un contabile dell'impresa di costruzioni Impregilo.
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Attentato alla sicurezza stradale, minacce, falso: sono queste le accuse nei confronti di Mario e Pasquale Vuolo della "Carpenfer", la società di Castellammare che ha realizzato in subappalto negli anni scorsi la passerella ciclopedonale che sovrasta la statale 36 a Cinisello Balsamo. Quel ponte, secondo la Procura della Repubblica, rischiava di crollare sul tratto di strada sottostante. Il processo è cominciato nei giorni scorsi a Milano e insieme ai Vuolo sul banco degli imputati ci sono anche Edmondo Troisi, direttore tecnico della stessa società, Alfio Cirami, "direttore di cantiere", e Ernesto Valiante di Italsoa spa, società che certifica i requisiti delle aziende che lavorano negli appalti pubblici. Al processo è stato ascoltato un contabile dell'impresa di costruzioni Impregilo che ha riferito: "Ci convocarono al cantiere per una riunione urgente, una volta dentro, ci dissero chiaro e tondo che la passerella avrebbe potuto cadere, nonostante avessero già fatto un collaudo statico". "Le indagini sono partite da un'informativa della Direzione Nazionale Antimafia - ha riferito poi un ufficiale della polizia giudiziaria - redatta sulla base delle dichiarazioni di un ex addetto alla sicurezza del cantiere". L'ex addetto è G. C. di 42 anni che si è costituito parte civile assieme ad Impregilo e ad Anas e che oggi è in regime di protezione e vive in località segreta.