"Quanto accaduto oggi in Campania certamente si riverberà su tutti i territori dove sono presenti gli stabilimenti del gruppo".
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Estorsione aggravata e continuata. Sequestro di persona. Queste le accuse a carico di sei persone, sindacalisti ed operai di Fincantieri, che questa mattina sono state tratte in arresto dagli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia su richiesta del GIP del tribunale di Torre Annunziata.
Un'organizzazione finalizzata a farsi assumere, o far assumere propri familiari, dalle ditte dell'indotto del cantiere stabiese. Per riuscire nel loro intento, oltre a minacciare i titolari delle ditte, abusavano della posizione ricoperta all'interno di Fincantieri per ostacolare le loro attività. Ma non solo. Organizzavano anche scioperi o furti di materiale. Fino a quando le loro vittime cedevano ai ricatti.
Le prime denunce furono raccolte proprio da Fincantieri che ha collaborato sin dall'inizio alle indagini. E' stata la stessa società a prendere per prima provvedimento nei confronti degli indagati, procedendo in alcuni casi al loro licenziamento.
Fincantieri, da parte sua, ha fatto sapere che "oggi è stata scritta una pagina importante, sia per la storia del cantiere stabiese, che per la Campania. Questo genererà una ulteriore spinta alla trasparenza, per la quale Fincantieri si batte e alla quale è improntato il suo operato. Quanto accaduto oggi in Campania certamente si riverberà su tutti i territori dove sono presenti gli stabilimenti del gruppo. Rispetto a recenti fattispecie emerse l'azienda, pur risultando estranea, è stata ed è parte attiva tanto con la magistratura che con le forze di polizia giudiziaria, con le quali collabora fattivamente".