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Castellammare - Appalti, estorsioni e spaccio: ecco il business dei Cesarano ideato da Luigi Di Martino

Il boss impose il pizzo a diverse società. Rivendeva inoltre la cocaina dei Contini di Napoli a Castellammare, Santa Maria la Carità e Pompei.

tempo di lettura: 2 min
di genesp
14/11/2019 13:16:49
Castellammare - Appalti, estorsioni e spaccio: ecco il business dei Cesarano ideato da Luigi Di Martino

Le mani dei Cesarano sugli appalti pubblici e privati. È quanto emerge dall’inchiesta Isaia condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia che ha decapitato il clan di Ponte Persica. Secondo quanto ricostruito dai militari, i vertici dell’organizzazione criminale avevano imposto il pizzo a diverse ditte che si sono occupate di lavori di manutenzione pubblici e privati. A gettare ombre sugli appalti comunali, soprattutto a Castellammare, sarebbero delle telefonate sospette fra alcuni consiglieri comunali (dal 2015 al 2017) ed emissari del clan. Tuttavia simili contatti, secondo gli inquirenti, non avrebbero avvantaggiato il clan tanto da non individuare possibili elementi di colpevolezza. I Cesarano volevano, per esempio, imporre il pizzo ad un cantiere sul Viale Europa senza riuscirci del tutto mentre in altri casi, soprattutto quando i lavori venivano effettuati a Ponte Persica, il “regalo” veniva accordato.

Un sistema che garantiva migliaia di euro al clan ogni mese grazie anche al terrore che incuteva Luigi Di Martino. Il boss aveva deciso di innalzare i tassi imposti ai commercianti e agli imprenditori dopo la sua scarcerazione. Diverse vittime furono costrette addirittura a dover raddoppiare la somma che dovevano versare ogni mese nelle casse dei Cesarano. O’ profeta era spietato tanto che più volte ha ordinato ai suoi più stretti collaboratori di pestare i “ribelli”. È lui infatti il centro di tutta l’inchiesta Isaia che la Guardia di Finanza ha portato a termine due giorni fa.

Da sottolineare anche la capacità del Di Martino di stringere accordi con clan lontani da Castellammare. In particolare grazie ad un’alleanza con i Contini, acquistava la cocaina e la marijuana e la rivendeva nelle piazze di spaccio stabiesi. In particolare le sostanze stupefacenti dei Cesarano venivano rivendute nella periferia nord della città e nei Comuni di Pompei e Santa Maria la Carità, nelle zone della movida. Il tutto ovviamente sotto il controllo de o’ profeta che seguiva ogni operazione. Almeno fino a quando non è stato nuovamente arrestato dalle forze dell’ordine in seguito ad un blitz qualche anno fa.

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