Il piano di riapertura delle Antiche Terme procede a vele spiegate in seguito ai tre sopralluoghi effettuati dal vicepresidente della Commissione Bilancio della Regione Campania, Alfonso Longobardi, atti a riportare gradualmente ai fasti di un tempo la struttura di piazzale Amendola. Nella giornata di ieri, il commissario straordinario Vaccaro ha concesso un incarico di supporto al Rup a Pierluca Ghirelli, professionista in materia economica chiamato dalla prefettura di Napoli. Ghirelli dal 2003 al 2007 è stato già presidente del collegio sindacale della società “Terme Stabiane spa” e nel novembre 2015 era stato scelto per affiancare il dirigente del settore Economico Finanziario Francesco Zeoli in merito ai procedimenti riguardanti le società partecipate del Comune stabiese. Il nuovo incarico consisterà nel supportare i tecnici comunali nella stesura di un progetto finanziario da includere nel prossimo accordo programmatico con la Regione per le opere inserite nel progetto PIU Europa. Lo sblocco imminente dei retrospettivi economici da Palazzo Santa Lucia, infatti, non rappresenta soltanto una lieta notizia per le opere rimaste incompiute (villa comunale, ex Casa del Fascio, Corso De Gasperi), ma segnerà una svolta anche per le Antiche Terme. Il complesso termale, infatti, è stato restaurato con un esborso di 12 milioni di euro e consegnato nel 2011 ma per il collaudo sono intercorsi tre anni e nel frattempo la struttura è stata vandalizzata a più riprese dai teppisti. Nell'ambito del terzo accordo programmatico con la Regione, dunque, verrà inserito anche un progetto di restauro per lo stabilimento delle Antiche Terme, all'interno del quale i lavori di pulizia del parco idropinico procedono spediti in vista di una riapertura che si preannuncia ormai prossima. «È interesse del Comune - fanno sapere dall'ufficio Urbanistica - riaprire al pubblico la struttura per una serie di ragioni tutte legate alla necessità di preservare il bene e le sue fonti, ubicate nell'annesso parco e precisamente evitare ulteriori danni alla struttura se inutilizzata, per quanto sottoposta ad idonea vigilanza». Occorrerà ora dunque elaborare il piano economico finanziario per il riutilizzo della struttura, che rientra tra i progetti retrospettivi del programma PIU Europa quale intervento “generatore di entrate”.