Si moltiplicano nuovamente le segnalazioni relative alla presenza di filamenti marroni nell'acqua che sgorga dalle fontane di via Duilio.
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L'incubo della mucillagine nell'acqua acidula rischia di tornare prepotentemente d'attualità. Da diversi giorni, infatti, si susseguono le segnalazioni relative alla presenza di strani filamenti marroni molto simili a quelli che hanno spinto l'amministrazione a vietare la mescita dell'acqua due anni fa. Il primo segnale della presenza di tali corpi estranei risale al mese di novembre 2012, quando numerosi cittadini riscontrarono la presenza di macchie di colore rossastro sul fondo delle taniche riempite con acqua acidula, evento che spinse il comune ad imporre il primo divieto preventivo di mescita fino alla metà di dicembre, quando le fontane tornarono in funzione in seguito ad un'analisi che non rilevò alcuna impurità e ad un accurato lavoro di pulizia delle condotte. All'inizio del 2013 nuove segnalazioni relative alla fonte "Madonna" spinsero l'amministrazione ad un'altra sospensione della mescita per trenta giorni "nelle more del necessario accertamento", con successiva riapertura dopo l'ennesima analisi da cui non emerse alcun tipo di anomalia. La pulizia dei tubi, la cui cattiva manutenzione fu ritenuta la causa della presenza dei filamenti marroni nell'acqua, fu promossa dalla società che si occupa dell'imbottigliamento dell'Acetosella, la quale finanziò l'intera operazione e pose apparentemente fine ad un'autentica odissea. Le foto scattate di recente da alcuni cittadini stabiesi, tuttavia, potrebbero far riemergere una problematica che appare ancora oggi alquanto misteriosa, dato che il reiterarsi dell'evento continua a generare allarmismi e va a minare anche la credibilità di una terra che fino a qualche anno fa poteva ancora vantarsi dell'appellativo di "città delle acque".
