Continuano senza sosta i controlli a Scanzano per stanare il ras latitante Giovanni D'Alessandro. Dopo l'operazione dei carabinieri di qualche giorno fa, che ha fatto luce sul patto fra i D'Alessandro e i Di Martino per la vendita della droga, uno degli esponenti di spicco della cosca è sfuggito all'arresto e da allora è di fatto latitante. I militari stanno setacciando ogni singola strada del quartiere convinti che qualcuno stia coprendo la sua fuga e la mini latitanza. Le forze dell'ordine stanno quindi presidiando l'area e anche nella serata di ieri sono stati effettuati diversi giri perlustrativi che hanno portato all'individuazione di due giovani come assuntori di sostanze stupefacenti. Inevitabilmente i controlli continueranno nelle prossime ore con la speranza di stanare il primo possibile "Giovannone", come è conosciuto nel mondo della mala. Secondo gli inquirenti, dal 2017 in poi la sua posizione all'interno della cosca di Scanzano sarebbe cresciuta fino a controllare lo spaccio di sostanze stupefacenti in compagnia di Sergio Mosca, suocero di Pasquale D'Alessandro detenuto da anni.
Latitante dopo il blitz della scorsa settimana anche Antonio Di Martino che risulta irreperibile da circa 18 mesi, ovvero dal dicembre 2018 quando sfuggì all'arresto nel corso dell'operazione Olimpo. Considerato fra i 100 latitanti più pericolosi in Italia, l'esponente di spicco della cosca dei Lattari ha fatto perdere le sue tracce. Per la Direzione Distrettuale Antimafia era lui a gestire il traffico di droga per conto del clan ed era lui ad occuparsi degli affari e delle alleanze con i D'Alessandro.
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