Nella serata di mercoledì è arrivata la sentenza di primo grado dai giudici del tribunale di Torre Annunziata.
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Tribunale di Torre Annunziata
Ammazzò lo zio di un pentito di camorra, condanna a 16 anni di carcere per il 56enne Pasquale Rubicondo. Nella serata di mercoledì è arrivata la sentenza di primo grado dai giudici del tribunale di Torre Annunziata che hanno fissato a 16 anni di reclusione la pena per Rubicondo che, grazie alla scelta del rito abbreviato ha usufruito dello sconto di un terzo della pena.
Il 56enne sparò mortalmente Luigi Belviso, zio di Salvatore Belviso ex reggente del clan D'Alessandro di Scanzano ed ora collaboratore di giustizia, e ferì il figlio 20enne. Il delitto nel novembre del 2013: dopo un primo alterco i due si incontrarono all'incrocio tra via Carrese e via Virgilio e la lite verbale sfociò prima in una colluttazione e poi spuntò la pistola con la quale Rubicondo uccise Belviso e ferì il figlio ad una gamba.
Alla base del movente una somma di 300 euro, Luigi Belviso li chiedeva a Rubicondo in quanto la moglie aveva lavorato come badante presso la casa della madre del killer senza mai essere pagata.Dopo alcuni giorni di fuga il 56enne si consegnò al commissariato di Ps di Castellammare confessando l'omicidio e dicendo di aver gettato l'arma in una canale ma poi la pistola non è mai stata più ritrovata. I pm della Procura di Torre Annunziata avevano chiesto l'ergastolo per Rubicondo che alla fine ha ricevuto 16 anni di galera più un indennizzo di 40mila totali per i familiari che si erano costituiti parti civili.