I ritardi della Consarno e della Regione Campania nella realizzazione dell'impianto di sollevamento o errori progettuali durante la riqualificazione della villa comunale. Sono queste le due ipotesi relative agli allagamenti di martedì scorso, in corso Garibaldi a Castellammare. Lungomare, case, banche, attività commerciali sono state invase dai liquami per diverse ore fino a quando i tecnici comunali e della Gori non hanno risolto parte dei problemi. Come anticipato anche nei giorni scorsi, a provocare l'allagamento è stata la presenza di sabbia all'interno di uno dei rivi (nei pressi dell'Hotel Stabia) che sfocia sull'arenile stabiese. Sabbia che si è trasformata in un tappo e che ha impedito all'acqua piovana che proviene dai Lattari di continuare la sua corsa. Ed è per questo motivo che sono saltati i tombini provocando l'allagamento della zona in questione. Durante la notte, gli operai hanno dovuto spostare parte della massicciata e rimuovere tutti gli ostacoli presenti (è stata ritrovata anche la carcassa di un motorino). Ma, adesso, la Procura di Torre Annunziata vuole vederci chiaro. Gli operai che per due anni hanno lavorato in villa comunale erano a conoscenza del rivo in quel punto del lungomare? Sono stati loro a creare quel tappo di sabbia per non far arrivare le acque piovane sull'arenile? Interrogativi che non hanno una risposta ed è per questo motivo che la Procura ha acquisito alcuni documenti relativi al progetto completato esattamente un anno fa. Dal Comune però sono sicuri che i lavori di riqualificazione del lungomare non hanno nessuna colpa. Il collaudo sarebbe quasi terminato mentre le colpe sono da dividere tra Consarno e Regione Campania. Non a caso, alcuni tecnici e politici hanno ipotizzato anche una rivalsa del Comune contro i due Enti per i danni subiti.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.