Esauriti i brindisi, digeriti i panettoni, recuperati da strada tv, microonde, elettrodomestici e resti dei botti abbandonati, ubriaca di auguri Castellammare si prepara al suo 2016. Con le solite paure e qualche labile speranza.
Sarà l'atmosfera fatiscente delle Terme, l'aria pesante che tira sulla Fincantieri o la tristezza nel vedere la villa ridotta in quelle condizioni, ma il 2015 per Castellammare è stato decisamente un annus horribilis. E quello che è peggio, è che questo 2016 appena iniziato rischia di essere anche peggio.
La pressoché totale assenza di senso civico da parte della popolazione, poca presenza da parte delle forze dell'ordine e delle istituzioni hanno reso Castellammare una terra di nessuno. Una Bengodi senza speranza, dove vale tutto e, in alcuni momenti, sembri regni la legge della giungla.
Bastava guardare la città in questi giorni, completamente in balia degli eventi e della folla senza alcun controllo. Con ordinanze che restano solo sulla carta e con cittadini completamente fuori controllo, il cui senso civico ha cominciato a considerare i numeri relativi.
Così il piazzale della Basilio Cecchi diventa un parcheggio senza che nessuno intervenga, la villa è stata riaperta alle auto tra un mosaico che viene via a pezzi e un cestino incendiato in mezzo ad una folla che non vede e non sente. Sul web monta la polemica, ma intanto in strada spopolano ragazzini minorenni che vendono nelle piazze principali e sulle strade più trafficate del centro botti che non dovrebbero vendere neanche i maggiorenni. Qualcuno è stato fermatoe multato dalle forze dell'ordine, ma molti altri l'hanno fatta franca. Il fatto che siano illegali, pericolosi e venduti in nero, in fondo, risulta quasi superfluo. Dopotutto, ormai siamo nella città in cui i parcheggiatori abusivi, o i vu-cumprà, non si preoccupano più di essere fermati dalle forze dell'ordine.
Certo, sul web ci si scandalizza e ci si incazza con la stessa forza e velocità con cui si chiude un occhio se a sbagliare è un amico o si chiudono entrambi e ci si gira dall'altro lato se si parla di criminalità. Il capodanno, come l'Immacolata prima, ha dimostrato tutta l'inciviltà di una popolazione che nel 2015 butta ancora "la roba vecchia dalla finestra", festeggia e lascia batterie di fuochi incustodite a centro strada, fa esplodere fuochi artificiali sempre più simili ad ordigni senza porsi il minimo problema di sicurezza, rischi, danni. E anche quest'anno ci è andata bene in fondo.
Quello che possiamo augurare, augurarci, è che Castellammare nel 2016 possa avere in dono una Popolazione che ami davvero la sua città, con senso civico e intelligenza. Una popolazione capace di entrare nel nuovo anno evolvendosi alla modernità, che finalmente capisca e sappia valorizzare quanto di stupendo ha Stabia. Ma per farlo serve un completo cambio di rotta, di mentalità, di abitudini. Un po' come sperare che le nuove coppie di amanti più o meno giovani riescano a passare dalle scritte sui muri e le panchine a quelle su Whatsapp, per la gioia della privacy e del decoro. Un tuffo nell'era di internet, insomma.
Il 2016 è anche l'anno delle nuove elezioni e l'augurio migliore, più sincero e completamente apolitico, è quello di avere finalmente un consiglio comunale, partendo dal sindaco, passando per gli assessori fino ai consiglieri comunali, impegnato davvero per il bene di Castellammare. Anche e sopratutto dopo le elezioni. A suon di maggioranze fatiscenti, minoranze assenti e politici impegnati a spartirsi poltrone, parenti e interessi, abbiamo disintegrato una città. Serve qualcuno che abbia davvero a cuore Castellammare e non parenti da sistemare, capace di lavorare, leggere e capire le carte e districarsi nella burocrazia senza dover distribuire favori.
Anche perchè, in una città che ormai ai suoi giovani può offrire solo posti di lavoro da commesso in qualche negozio a 600€ al mese - quando va bene - o il sempre più gettonato biglietto di sola andata per scappare, l'unico ulteriore step a cui si può aspirare continuando così è diventare la location per la terza serie di Gomorra. Non c'è neanche bisogno di fingere.