Dopo il successo della prima edizione dell'evento, si è svolto questa sera l'AperiTerme 2.0. Un momento di incontro tra cittadini stabiesi e non per sensibilizzare all'uso civico delle acque.
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Dopo il successo della prima edizione dell'evento, si è svolto questa sera l'AperiTerme 2.0. Un momento di incontro tra cittadini stabiesi e non per sensibilizzare all'uso civico delle acque. L'iniziativa nasce da una sinergia tra gli animatori del gruppo Ricomincio da TRE ed i Biscottifici stabiesi, che hanno messo a disposizione gli storici biscotti di Castellammare, a sottolineare due degli elementi che sono dei veri e propri simboli della "Città delle acque": acqua e i biscotti.
"Il biscotto di Castellammare di Stabia - ci ha spiegato la titolare di uno dei biscottifici stabiesi - è una tradizione antica che non ha mutato nel corso degli anni il modo di produrre questo prodotto. È un prodotto naturale, e soprattutto viene lavorato ancora a mano, il che richiede un grosso sacrificio da parte dei produttori. Il tipico biscotto di Castellammare, oltre ad essere venduto nei vari punti vendita, viene esportato anche al di fuori della città di produzione, motivo di orgoglio per i produttori e tutto ciò fa incrementare la voglia e la passione di chi si dedica da anni in questa specialità. La tradizione vuole che il biscotto deve essere consumato bagnandolo nell'acqua, perché Castellammare, oltre ad essere elogiata per il suo tipico prodotto, è essenzialmente conosciuta come la città della acque.
Nel corso della serata è stata anche pubblicizzata l'iniziativa della petizione online per riottenere la riapertura delle antiche terme. La partecipazione è stata nutrita segno che i cittadini stabiesi hanno intenzione di riappropriarsi dei loro beni, inestimabili ricchezze che la politica ha dimostrato di non saper gestire. "Un modo per rilanciare le terme - ha detto Rosario Savarese, attivista del Movimento 5 Stelle stabiese - è sicuramente quello di contrastarne la privatizzazione, sensibilizzando e facendo capire alle autorità che questi sono beni della città di Castellammare. Queste iniziative fanno capire al cittadino che questi sono beni primari, di fondamentale importanza per la nostra città. La raccolta delle firme si pone come obiettivo quello di lasciare pubbliche le terme, e non di privatizzarle. Si cerca la via del privato forse perché in mano al pubblico le terme hanno avuto un andamento negativo, ma non è detto che vada sempre così".

