Abusivismo a viale delle Terme. Il Comune ne ordina l’abbattimento entro 90 giorni. Il 26 luglio scorso, su richiesta del Comando della Polizia Municipale, si è proceduto ad effettuare, unitamente a personale di polizia giudiziaria, un sopralluogo tecnico presso un terreno in vale delle Terme. Un soprallugo che ha fatto emergere diverse opere abusive tra cui un massetto con delle doghe in legno per la realizzazione di pavimentazione della superficie cementizia, “probabilmente destinata ad area ludica” scrivono i tecnici nella relazione. Rinvenuto anche un ripostiglio e un mobile cucina, un manufatto metallico con infisso in pvc e copertura in lamiera, destinato a ricovero di attrezzi e diversi altri manufatti ricoperti di lamiere. Tutte realizzazioni ritenute abusive e ricadenti in zona F9 – attrezzature termali – del piano regolatore vigente. “Tale Zona – si legge nell’ordinanza commissariale - è annessa alle strutture termali con presenze di manufatti connessi alle attrezzature termali a carattere ricreativo- ricettivo e per il tempo libero compatibili con la tutela e la valorizzazione della tipologia geomorfologica colturale e paesaggistica del suolo. In armonia con quanto previsto dal P.U.T. in questa zona sono consentiti esclusivamente per le parti edificate esistenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria secondo le norme tecniche di cui al titolo IV della Legge L.R. 35/87. e la razionalizzazione degli impianti di uso specifico ed integrati, qualora questi non costituiscano nocumento all'uso agricolo colturale e difesa del suolo . Qualsiasi intervento privato o pubblico di edificazione (ad eccezione di ristrutturazioni, modifiche interne e sopraelevazioni), sbancamento, movimento di terra, terrazzamento, strade, pozzi ed altri interventi di azione nel sottosuolo, sono soggetti a preventivo nulla osta da parte della Soprintendenza Archeologica di Pompei”.
Proprio per questo, è stato ordinato al proprietario ed al committente dei lavori di procedere, “entro il termine di giorni 90 dalla data di notifica della presente, alla demolizione delle opere abusive ed al conseguente ripristino dello stato originario dei luoghi”. In assenza, “il bene e l’area di sedime saranno acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio comunale nella misura massima di dieci volte la superficie abusivamente eseguita”.