La tradizionale processione della statua di San Catello che ogni anno viene ripetuta nella seconda domenica di maggio, dopo quella canonica che si tiene in concomitanza con la ricorrenza patronale, rischia di saltare. La proposta choc è arrivata dal parroco della cattedrale, Don Antonino D'Esposito, il quale in occasione dell'omelia domenicale ha ipotizzato la rinuncia alla processione bis auspicando una maggiore collaborazione da parte di tutti per far sì che il rilancio della città passi attraverso un sincero percorso di fede: «Una processione si svolge già a gennaio e forse basta e avanza - ha affermato Don Antonino -. In questa fase probabilmente Castellammare ha bisogno di strutturare una cooperazione fattiva fra cittadini, enti, associazioni e parrocchie per uscire dall'immobilismo e ricominciare a vivere sotto l'egida benedetta del suo santo patrono». Le frasi del parroco suonano come una garbata provocazione nei confronti delle istituzioni, dato che l'amministrazione comunale non si è occupata finora dei preparativi dell'evento che avrebbe dovuto svolgersi il prossimo 8 maggio. Da Palazzo Farnese, infatti, non è giunta ancora nessuna autorizzazione per l'installazione delle bancarelle che ogni anno occupavano la villa comunale, per giunta attualmente inutilizzabile a causa dei lavori in corso, né è stata diramata alcuna disposizione per il montaggio delle luminarie. A fronte di un simile distacco nei confronti di una festa promossa più dal popolo che dalla chiesa in quanto non attinente in maniera diretta alla celebrazione del santo, Don Antonino ha deciso così di non limitarsi a salvare le apparenze e ha fornito uno spunto di riflessione ad una città che solo attraverso l'orgoglio e il desiderio di difendere le proprie radici può trovare la forza per rialzarsi dal baratro in cui è precipitata. Spetterà ora all'arcivescovo della diocesi sorrentino-stabiese, monsignor Francesco Alfano, e ai sacerdoti che da sempre accompagnano la statua nel suo percorso attraverso le strade della città dare seguito o meno alla proposta del parroco e prendere una decisione che potrebbe davvero generare un clamore assordante in città.