L’agguato contro il 53enne C. O., avvenuto nella serata di martedì scorso a Casola di Napoli, sarebbe da inquadrare nello scontro tra bande che si contendono il predominio del narcotraffico di “erba” nel comprensorio dei Monti Lattari. Sul caso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Castellammare e i militari della stazione di Gragnano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il raid è avvenuto nei pressi dell’abitazione di C. O.: l’uomo è stato colpito di striscio alla spalla da uno dei tre proiettili esplosi dai sicari. Il 53enne si è recato in ambulanza presso l’ospedale “San Leonardo” di Castellammare dov’è stato dichiarato guaribile in dieci giorni. Secondo le prime ricostruzioni i malviventi avrebbero fatto fuoco con un fucile con colpi calibro 12 da una collinetta di fronte l’abitazione del 53enne, attendendo che l’uomo si palesasse al balcone. I criminali hanno sparato da lunga distanza per poi far perdere le proprie tracce. Nel passato di C. O. c’è anche la vicinanza a Mario Cuomo, alias “’o caniello”, il figlio del boss di Casola di Napoli ucciso nell’agosto del 2012 su un campo di calcetto a Gragnano.