Il decreto legge Covid con le nuove aperture è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta ufficiale. Il provvedimento, che prevede riaperture graduali dal 26 aprile, sarà in vigore da oggi, 23 aprile. Stop alla richiesta dei governatori di limare le misure del decreto legge, varato solo 24 ore fa. Il provvedimento, bollinato, non cambia.
"Il coprifuoco non durerà fino al 31 luglio - ha detto il ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini - È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, modificando periodicamente nel dl sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco". E sulla scuola, la ministra in quota Forza Italia chiarisce: "nel decreto ci sarà scritto il 70% ma non metteremo a rischio nessuno. Se non sarà possibile assicurare queste quote regioni ed enti locali potranno derogare. Stiamo lavorando per trovare la quadra".
Le nuove aperture di lunedì sono già state annunciate con certezza da alcune regioni con dati in netto miglioramento, come Lazio e Liguria. Ma stando ai dati attuali, dovrebbero avere lo stesso colore anche Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Veneto - oltre alle province di Trento e Bolzano, avendo un Rt nel valore inferiore sotto l'1 e un rischio basso o moderato, compatibile con uno 'scenario 1'. In zona arancione resterebbero invece Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Toscana, che hanno un Rt vicino a 1 e un'incidenza sopra 200. A rischiare di restare fuori - e quindi in zona rossa - sono Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta, per le quali, qualsiasi siano gli sviluppi sul decreto, almeno prima di maggio potrebbe non cambiare nulla. Per le regioni in zona arancione si profila il successivo passaggio in giallo a partire dal prossimo 3 maggio, sempre che i dati sui contagi lo permettano.