L'Eav vuole tagliare il fondo bilaterale di solidarietà, i sindacati si oppongono e provano a far valere i diritti dei lavoratori. Si apre lo scontro fra l'azienda che gestisce parte dei trasporti regionali, fra cui la Circumvesuviana, e le sigle sindacali che in questi giorni stanno evidenziando le difficoltà del personale nel lavorare in piena emergenza coronavirus. Il prossimo 22 aprile si terrà un incontro nel quale si dovrà affrontare la crisi economica derivata da quasi due mesi di lockdown ma i sindacati hanno già fatto sapere di non voler rinunciare ai premi che spettano loro di diritto per quanto fatto all'interno del 2019.
«Tutti sanno però che, avendo chiuso gli ultimi bilanci in attivo, navighiamo in un contesto economico favorevole e la crisi finanziaria è momentanea e sia lo Stato che la Regione stanno agendo nella giusta direzione, garantendo flussi finanziari notevoli - spiegano -. Di certo abbiamo superato una crisi strutturale sia economica che finanziaria peggiore, tale che questa sembra l’acqua di rose. Eppure l’EAV vuole la sospensione di tutti i premi di risultato annuali, i quali sono relativi ad obiettivi già raggiunti nel 2019, come confermato da dichiarazioni ufficiali; di fatto hanno già portato risorse aggiuntive all'Azienda (aumento estremamente rilevante degli incassi, aumento della produttività dei lavoratori tramite maggiore flessibilità e polifunzionalità degli stessi), hanno diminuito i costi del personale (almeno per lavoratori direttamente legati alla produzione … )».
Una decisione che non è piaciuta alle sigle sindacali le quali con orgoglio hanno voluto sottolineare «che, anche in questo periodo "così complicato", il tasso di assenteismo per malattia è rimasto praticamente uguale a quello ante COVID-19, che già era ottimo. Il personale ha rischiato in prima persona, continuando ad espletare il proprio servizio con abnegazione, scrupolo, grande professionalità e senso di responsabilità, anche a fronte degli ultimi “regali” dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, di certo non imputabili al personale stesso. Alla vigilia della "FASE 2” e della inevitabile ripresa dei trasporti si ritiene che la maggior parte delle stazioni debba essere presenziata dal personale così da garantire anche le nuove norme di sicurezza, oltre a preservare la proprietà dagli innumerevoli atti di vandalismo; che tutti i singoli elementi dei treni vengano scortati da personale aziendale in modo da far rispettare i limiti di capienza e le distanze di sicurezza. Tutto questo permetterebbe l’utilizzo dei lavoratori oggi posti in Fondo Bilaterale di Solidarietà».
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