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Campania - Aumento del prezzo del pane, parlano le panetterie stabiesi e i consumatori

Un incremento sostanziale anche sul prezzo di un bene primario. Preoccupati i consumatori

tempo di lettura: 5 min
di Rita La Monica
10/10/2021 13:10:39
Campania - Aumento del prezzo del pane, parlano le panetterie stabiesi e i consumatori

Negli ultimi tempi si sono registrati in tutto il paese rincari su varie categorie: energia elettrica, gas, benzina e per finire è lievitato anche il prezzo del pane. In quest’ultimo caso, sembra che la causa sia da ricercare nell’aumento del prezzo del grano per via dei danni causati dal clima instabile che ha deteriorato i raccolti. Il maltempo dei giorni scorsi ha arrecato danni per milioni di euro al settore agricolo, spiega Coldiretti, che si riflettono sul costo dei prodotti finali. Diversi esperti hanno però espresso le loro preoccupazioni riguardo l’argomento. Ultimamente si parla di una “tempesta perfetta” che si abbatterà sull’economia familiare e sul resto dell’economia. Il perché è semplice: se le famiglie spenderanno di più per acquistare i beni primari di cui non possono fare a meno come pane, pasta, carburante, gas ed energia elettrica la famiglia italiana tipo si vedrà ridurre la propria capacità d’acquisto, in pratica avrà meno soldi per acquistare altri beni. Questo metterebbe, secondo molti, in crisi altri settori che vedranno ridotti i loro guadagni dopo già un periodo nero che è quello della pandemia. In Campania, inoltre, pare ci sia stato l’aumento più alto. L’incremento sarebbe quasi di 1 euro al chilo. Un aumento importante proprio nella regione in cui c’è il più alto consumo di pane e affini.

I cittadini non ci stanno e in molti dichiarano il loro dissenso. «Il problema è che qua nessuno scende in piazza! - esclama uno stabiese in fila per comprare il pane. - Io sono tra i fortunati che hanno uno stipendio fisso e quindi posso ancora fare la spesa nonostante i rincari ma lo stipendio quello è. E se spendo di più per le cose necessarie io dovrò fare dei tagli. Non comprerò vestiti o perlomeno non ne comprerò tantissimi perché proprio non posso. I soldi quelli sono!». Un altro ancora:  «L’errore grave è aumentare tutto nello stesso momento. Poi se la farina è aumentata allora aumenteranno anche tutti i prodotti fatti con la farina? Oppure è stato tassato di più proprio il pane che è il bene che si consuma di più? Io questa mattina ho comprato il cornetto e costa lo stesso prezzo di sempre ma anche il cornetto è fatto con la farina. Secondo il criterio dell’aumento del prezzo del grano allora aumenterà pure la pasta? Anche quella è fatta col grano. E i dolci? La pizza?. Questo è preoccupante perché se è così la situazione diventa insostenibile».

Secondo l’ANSA, inoltre, il prezzo finale del pane nel suo ciclo dal grano alla pagnotta cresce di 12 volte. Il costo del grano, uguale in tutta Italia, è di circa 26 centesimi di euro per chilogrammo mentre invece quello del pane, diverso in tutta Italia, è in media di 3,1 euro.

Ma anche i panifici hanno la loro versione dei fatti e quelli stabiesi intervistati hanno dichiarato di essere davvero dispiaciuti di questo aumento. Come nel caso della signora Concetta del Panificio Eva: «Oggi come oggi, aumentare il prezzo del pane è da pazzi! In primis perché è un bene necessario e in secondo luogo non è stata una volontà nostra aumentare il prezzo del pane, noi non lo possiamo nemmeno fare. L’aumento di oggi è stato un risultato di diverse cose. Da sei o sette anni non si registrava un aumento del prezzo del pane ma il costo della farina in questi anni saliva e noi nel nostro piccolo abbiamo sempre cercato di rientrare nei costi di produzione fin quando abbiamo potuto. Ma oggi si era arrivati troppo oltre. Oggi a Castellammare abbiamo cercato tra noi panettieri di prendere una decisione per mettere in condizione tutti di poter lavorare, perlomeno sul prezzo di un cafoncello. Per rispetto degli altri, per rispetto nostro ma anche delle persone che comprano il pane. Aumentare il pane, in sostanza, è stata una cosa enorme e non piace perché il pane è il bene di tutti. I primi due giorni la gente ha comprato di meno, si  lamentata, ma poi hanno capito che la cosa è nazionale. Noi ora ci teniamo solo a lavorare e a dare il meglio e puntiamo sulla qualità perché si la gente vuole risparmiare, ma vuole anche mangiare bene. E poi noi ci mettiamo anche tanta simpatia».

Mentre Stefania del panificio “Non solo pane” ha commentato così: «Il pane si è aumentato, la gente ha chiesto spiegazioni giustamente e noi gliele abbiamo date. Purtroppo non dipende da noi e ci dispiace, però tra noi attività abbiamo cercato di metterci d’accordo così da poter andare avanti tutti».

Qualcun altro invece ha spiegato che le persone dopo l’aumento hanno comprato meno pane con farine speciali come il pane di segale, ai cereali, di curcuma e quant’altro. Si è limitata ad acquistare il classico cafoncello o il panino. O ha ridotto la quantità di pane acquistata. In sostanza il pensiero unanime di tutti i panettieri stabiesi è stato di dissenso. Tutti i panifici intervistati erano dispiaciuti e amareggiati per l’aumento. Poiché il pane è il bene simbolo del popolo, è il cibo che non dovrebbe mai mancare sulla tavola di nessuno.

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