La Corte Costituzionale dice “no” alla sanatoria proposta dalla legge regionale varata dalla giunta del presidente Vincenzo De Luca nell’estate dell’anno scorso. Dopo circa un anno dal varo della legge regionale è arrivato il verdetto della Consulta che rimanda al mittente le disposizioni della legge regionale numero 19 del 2017. Con questo provvedimento De Luca intendeva salvare ben 70mila abitazioni, dopo aver inserito un articolo, il numero 2 per l’esattezza, che consentiva di non demolire gli immobili abusivi e acquisiti al patrimonio comunale ritenuti di fondamentale interesse pubblico. Ma non si arrende la Regione Campania anche dopo la sonora bocciatura arrivata dai giudici con la sentenza depositata nelle ultime ore che etichetta con la parola “disallineamento” il provvedimento varato dall’ente di palazzo Santa Lucia. Disallineamento tra la legge regionale e quella della costituzione. Per la Consulta riguardo immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale l’unica strada possibile è quella della “demolizione, come esito normale”. Al contrario la legge disposta dal governo De Luca aveva l’obiettivo di rendere “normale” alla possibilità di locare o alienare gli immobili acquisiti al patrimonio comunale a seguito dell’inottemperanza all’ordine di demolizione qualunque sia il soggetto destinatario. L’obiettivo era quello di risolvere parte dell’emergenza casa, di fatti lo scopo sarebbe stato quello di fittare le case abusive non demolite agli “occupanti per necessità”. Una strategia che per ora è fallita ma la Regione invoca l’attenzione del Governo sul tema “ritenendo necessaria una disciplina che affronti la problematica - si legge in una nota - sottoporrà all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni, del Governo e dei gruppi parlamentari, l’adozione di ogni misura all’interno del quadro normativo nazionale, visti gli importanti profili di giustizia sostanziale coinvolti”.
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