Il lunedì di ordinaria follia vissuto all'ospedale di Boscotrecase ha già lasciato i primi strascichi dal punto di vista penale, con i carabinieri della stazione di Trecase che hanno denunciato 4 persone - tutti parenti della 55enne deceduta, Anna Verso - per la devastazione del reparto di medicina d'urgenza. Parallelamente, il pm di Torre Annunziata Emilio Prisco dovrà accertare eventuali responsabilità dei sanitari boschesi, vista la querela degli stessi familiari della donna.
Secondo quanto emerge da fonti investigative, non risultano ancora nomi iscritti al registro degli indagati. L'inchiesta condotta dalla Procura oplontina, in questo senso, mirerà ad accertare eventuali responsabilità mediche e negligenze nel corso del ricovero della vittima durato 4 giorni. Impossibile giungere a conclusioni di questo tipo prima dell'autopsia sulla salma.
L'esame non è ancora stato fissato, ma verrà presumibilmente effettuato nelle prossime 48 ore. Solo dopo la stesura della perizia, il pubblico ministero valuterà se intraprendere provvedimenti per i medici e gli infermieri che hanno preso in consegna la 55enne. I parenti della donna, infatti, hanno rivolto accuse esplicite all'indirizzo del personale nelle ore immediatamente successive al decesso.
L'Asl di competenza Napoli 3 Sud ha già fatto sapere che, stando alle cartelle in proprio possesso, Anna Verso si sarebbe presentata all'ospedale di Boscotrecase per presunti problemi cardio-circolatori. A seguito dei primi esami medici, la situazione sarebbe poi rapidamente precipitata - pare - per un presunto caso di leucemia fulminante, che se confermato metterebbe di fatto i medici al riparo da qualsiasi responsabilità.
Una spiegazione che non avrà certamente convinto amici e parenti della signora di Torre Annunziata, riversatisi in massa all'interno del reparto poco dopo il decesso. Tra la folla che ha preso d'assalto l'ospedale ci sarebbero anche noti pregiudicati oplontini - lo stesso marito della vittima è finito nei guai per aver eluso la misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto - ma, sottolineano le autorità, dietro al raid non ci sarebbe stata la mano dei clan oplontini.