Immagine di repertorio non collegata alla notizia
Episodio da terzo mondo a Boscotrecase, dove nel parco privato di via Pastrengo alcuni malviventi hanno depredato una fila di automobili parcheggiate a pochi metri dagli appartamenti. Danni da diversi centinaia di euro sono stati arrecati per appropriarsi refurtiva a basso mercato come batterie, tergicristalli e spiccioli presenti in alcuni portamonete interni alle macchine.
Esplode così la rabbia fra i residenti per l'inciviltà mostrata dai cosiddetti 'ladri da pollaio'. Il misfatto si è verificato nella notte fra martedì e mercoledì, con i proprietari che al mattino hanno rilevato l'amara scoperta; una decina le vetture razziate dai ladri che per entrare in azione hanno scavalcato il cancello del parco. Il tutto è stato denunciato ai carabinieri della stazione locale, i quali si sono già messi all'opera per individuare i responsabili. Sul posto non risultano comunque puntate telecamere di sorveglianza.
Non è il primo raid di questo tipo che ha interessato Boscotrecase: il mese scorso un episodio del tutto analogo a questo si era verificato in via Garibaldi, seppur con meno auto coinvolte. Gli investigatori non escludono che la matrice potrebbe essere la stessa, mentre tra i boschesi si diffonde un generale e malcelato senso di insicurezza. Sui social, infatti, il grido di rabbia di una delle 'vittime' non è passato inosservata, scatenando le più svariate reazioni.
«Possibile assistere ancora a questi furti nel 2018?», si domanda Giovanni. «È una vergogna non poter parcheggiare la propria auto nel vialetto privato sotto casa - racconta Serena -, non c'è vigilanza notturna, non c'è controllo nelle strade, non ci sono telecamere. Siamo un paese fantasma». A tal proposito Umberto non manca di sottolineare come «Tra Boscotrecase, Boscoreale e Terzigno vi sia una sola volante delle forze dell'ordine operativa di notte, la quale ovviamente non può controllare tutto». La soluzione? «Noi boschesi dovremmo mobolitarci per organizzare ronde notturne di volontari», afferma Sara. Non manca nemmeno chi amplia il problema al degrado raggiunto dalla città negli ultimi anni: «Raccolta differenziata al minimo, negozi chiusi, politica assente, è questa l'inevitabile deriva che prenderà Boscotrecase, malgrado non bisogni fare mai di tutta l'erba un fascio», filosofeggia Paola.
E a pagarne le conseguenze sono le sfortunate vittime della razzia che, in attesa di inattesi sviluppi nelle indagini dei carabinieri, si ritrovano a dover sborsare cifre cospicue per furti tanto modesti quanto anacronistici.