L’acqua della Laguna di Venezia limpida e trasparente. Le anatre libere di sguazzare nella Barcaccia di Piazza di Spagna a Roma. Mare cristallino come uno specchio nel golfo di Napoli. Sembra proprio che la natura abbia deciso di riprendersi i suoi spazi ora che le persone sono costrette a stare in casa per l’emergenza da Conoravirus.
C’è chi è convinto che questo creerà enormi benefici per l’ambiente, troppo a lungo massacrato dall’indifferenza. Al contrario, c’è anche già qualcuno che vede in futuro una ricaduta negativa, soprattutto pensando alla disastrosa situazione economica in cui ci ritroveremo quando tutto sarà finito. Nessuno ci può assicurare che i governi, allora, si preoccuperanno degli incentivi green. Al momento, però, possiamo soltanto prendere in considerazione il presente ed esaminare i fatti. In Campania ancora non esiste un report preciso di Legambiente sulla situazione da quando è iniziata la quarantena, ma, in base alle parole di Simone Izzo, presidente del Circolo Legambiente Woodwardia, è già possibile avere dei dati di partenza: “Se prendiamo come riferimento le acque del Solofrana, che sono di nuovo limpide, per esempio, abbiamo un dato positivo, che, però, non è lo stesso del Sarno. Infatti, anche se le fabbriche che sversavano nel fiume e nei i suoi affluenti sono chiuse, abbiamo ancora un disagio causato da oltre il 55% delle utenze domestiche che scaricano direttamente nel corso fluviale senza passare da un depuratore”.
Un elemento che chiarisce come il legame tra natura e uomo di certo non si blocchi soltanto perché uno dei due è parzialmente fuori gioco. Come chiarisce Izzo, l’unico modo per far realmente migliorare le cose sul lungo termine è cambiare il proprio stile di vita: “Come ha detto la virologia Ilaria Capua in un’intervista presente sul numero di Aprile de La Nuova Ecologia “la nostra salute interagisce con l'ambiente”. Aggiungo che siamo in un mondo malato, costantemente sotto attacco. Il Covid-19 ha solo mostrato la nostra fragilità ed è un ulteriore campanello d'allarme. Se vogliamo guarire del tutto, dobbiamo iniziare col prenderci cura del nostro pianeta e salvaguardare la sua biodiversità. Dobbiamo approfittarne ora e apportare un serio cambiamento alle nostre abitudini quotidiane. I capi di stato, da parte loro, devono piantare le basi per una società più sostenibile”.
Legambiente, intanto, ha sospeso molte attività che erano in programma, adoperandosi per convertirne altre in modalità digitale: “Noi del Woodwardia abbiamo trasformato la campagna nazionale Salvalarte in un formato social. A maggio sarebbe stata la nona edizione da noi proposta e non volevamo perdercela. Ogni giorno condividiamo una serie di stories sui tesori culturali del nostro territorio. Proprio ora è stata pubblicata la terza puntata. Stiamo dando spazio ai più piccoli del Woodwardia”.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.