Un colpo rapido, violento e pianificato nei dettagli ha scosso la quiete notturna di Agerola. Nelle prime ore tra martedì e mercoledì, un gruppo di malviventi ha preso di mira lo sportello automatico della filiale della Banca di Credito Popolare nella frazione di Pianillo, riuscendo a sottrarre circa 1.500 euro dopo aver fatto saltare in aria l’Atm. La fuga, iniziata subito dopo l’esplosione, si è trasformata in una lunga e complessa operazione di polizia conclusasi solo in serata con l’arresto di sei persone nel Casertano.
L’azione è scattata intorno alle quattro del mattino. Un’esplosione ha squarciato il silenzio di via della Vittoria, facendo sobbalzare i residenti e richiamando l’attenzione dei carabinieri, la cui stazione si trova a breve distanza dal luogo dell’assalto. In pochi istanti i responsabili hanno caricato la cassa dell’Atm su un’auto, un’Audi di colore scuro, e si sono dileguati lungo le strade del paese.
Immediata la risposta delle forze dell’ordine. Le pattuglie si sono lanciate all’inseguimento lungo la Statale Amalfitana, ma la corsa è stata resa ancora più pericolosa dalle manovre dei fuggitivi, che hanno disseminato la carreggiata di chiodi per rallentare le volanti. Nonostante ciò, l’auto è stata individuata fino all’area di Cetara, dove i sospetti hanno abbandonato il veicolo per tentare la fuga a piedi tra la fitta vegetazione montana.
Da quel momento è scattata una vera e propria caccia all’uomo. Un elicottero dell’Arma ha sorvolato la zona per ore, mentre a terra i militari hanno battuto sentieri e pendii alla ricerca dei fuggitivi. Parallelamente, sono proseguiti gli accertamenti sul luogo del colpo: specialisti del Ris hanno effettuato i rilievi e sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza, sia comunali sia dell’istituto di credito.
Sul posto sono state rinvenute alcune banconote macchiate, segno dell’attivazione dei sistemi di sicurezza dell’Atm, entrati in funzione subito dopo l’esplosione e capaci di rendere inutilizzabile il denaro sottratto. Gli investigatori stanno inoltre passando al vaglio le immagini dei giorni precedenti, nel tentativo di ricostruire eventuali sopralluoghi e la preparazione del colpo, che appare tutt’altro che improvvisato.
L’episodio ha assunto un peso ancora maggiore perché avvenuto a poche ore da una riunione sulla sicurezza tenutasi a Santa Maria la Carità, durante la quale sindaci, Prefettura e forze dell’ordine avevano discusso misure di prevenzione contro i reati nel territorio dei Monti Lattari.
Dopo ore di ricerche serrate, il cerchio si è chiuso a Caserta, dove i carabinieri sono riusciti a individuare e fermare sei persone ritenute coinvolte nell’assalto. Ora spetterà alla magistratura chiarire ruoli e responsabilità all’interno della banda.
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