Immagine di repertorio non associata alla notizia
E’ ancora l’allarme amianto a monopolizzare le cronache agerolesi. Dopo le segnalazioni giunte da alcuni residenti della frazione Paipo, con la scoperta di lastre in eternit abbandonate tra i boschi, insieme ad altre tipologie di rifiuti, il caso adesso scatena una forte polemica politica. Sul posto è stato infatti effettuato un sopralluogo da parte di Matteo Florio (capogruppo di opposizione della civica Per Agerola), che ha subito inviato una segnalazione alla polizia municipale, guidata dal comandante Gregorio Casanova.
“Dopo le segnalazioni fatte sui social da una nostra concittadina – afferma – mi sono recato sul luogo per verificare di persona. E purtroppo a Paipo esiste realmente una discarica di materiale altamente nocivo, in uno dei posti più caratteristici di Agerola. E non si tratta, ahimè, di una sola discarica. In tutta la strada che conduce a Paipo, infatti, ce ne sono altre e credo occorra una bonifica urgente della zona per evitare ulteriori guai”. Il caso di Paipo sarà oggetto di una interrogazione consiliare, che il gruppo Per Agerola rivolgerà direttamente al sindaco Luca Mascolo e all’amministrazione comunale.
“Ho visto con i miei occhi – continua Florio, che ha girato un video sul posto pubblicandolo sui social – anche l’eternit stoccato in maniera chiaramente illegale. Si tratta di una situazione davvero allarmante, speriamo che le autorità competenti possano quanto prima intervenire per mettere fine a questo scempio”. L’allarme discariche continua ad interessare l’intero territorio dei monti Lattari. E intanto sulla provinciale 366 agerolina, all’altezza di via Resicco a Pimonte, non sono stati ancora tolti i sacchetti d’immondizia abbandonati su una piazzola di sosta. Si tratta di una decina di sacchetti, spuntati ormai all’inizio di marzo e ancora non raccolti. Un fenomeno che, purtroppo, continua a verificarsi e che ha spinto i residenti a chiedere un intervento deciso e risolutivo alle istituzioni. “Speriamo che la Città Metropolitana, i Comuni di Pimonte e Agerola e l’Ente Parco regionale dei Monti Lattari possano intraprendere soluzioni mirate – afferma un cittadino agerolese – per individuare e colpire i responsabili di questo scempio”.