Cronaca
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Il Sarno, un fiume di acqua avvelenata

Dalle analisi eseguite dall'Università di Medicina di Salerno emerge che, negli ultimi anni, la mortalità per cancro è fortemente aumentata, raggiungendo livelli molto più alti rispetto alla media italiana. E le donne incinte e i bambini sono un gruppo ad alto rischio

tempo di lettura: 5 min
di Agostina Delli Compagni
02/03/2015 11:24:56
 Il Sarno, un fiume di acqua avvelenata

Una immagina del corso del Sarno

Su LaStampa.it, ieri è stato pubblicato questo interessante articolo che, segnalatoci da un nostro utente, proponiamo di seguito:

 

Un torrente lungo ventiquattro chilometri. Un percorso attraverso tre province campane e trentanove comuni. Una popolazione che oscilla tra i settecentocinquantamila e il milione di abitanti. È il fiume Sarno. In cui scorre acqua, cromo e tetracloroetilene.

Il bacino del Sarno è a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Napoli. Un'area ricca di bellezze paesaggistiche: il Parco nazionale del Vesuvio, il Parco regionale del fiume Sarno, le aree circumvesuviane, i monti di Sarno e i monti Lattari. E, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana, è considerato il fiume più inquinato d'Europa. Le cause sono molteplici: la presenza di scarichi industriali provenienti dalle aziende conciarie, agroalimentari e dagli scarichi urbani non depurati.

La bonifica del fiume Sarno è partita nel 1973, con il progetto speciale di risanamento dell'intero Golfo di Napoli. Ma, dopo più di quarant'anni, la situazione non è cambiata. Attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), la Commissione europea ha approvato un investimento di oltre 150 milioni di euro per il ripristino del bacino del torrente. E, con la delibera della giunta regionale n. 119 del 20 marzo 2012, è stato approvato un Protocollo di Intesa tra la Regione Campania, ARCADIS (Agenzia Regionale Campana Difesa Suolo) e l'Autorità di Bacino Regionale del fiume Sarno, sottoscritto in 28 marzo, per l'avvio delle procedure attuative del "Grande Progetto del fiume Sarno". Il programma prevede: la riqualificazione idraulica e ambientale del basso corso del fiume Sarno attraverso la realizzazione della seconda foce; un sistema di vasche di laminazione e aree di espansione controllata per il trattenimento a monte dei volumi di piena, un'attività di monitoraggio e Protezione Civile. L'attuazione dovrebbe concludersi a giugno 2015 e creare circa 240 posti di lavoro.

Ma c'è un problema di fondo per molti cittadini campani. Il risanamento ambientale del fiume Sarno è espressamente escluso dal progetto. «Il Grande Progetto Fiume Sarno - spiega Emiddio Ventre del Comitato No Vasche - ha come scopo la mitigazione dell'idrogeologico. Alcune falde sono presenti a pochi metri dalle vasche. Siamo andati più volte a Roma a dire sì, il progetto deve andare avanti. A patto che ci sia una corretta valutazione della qualità delle acque». Una relazione ARPAC del 2012 sul monitoraggio delle acque superficiali del fiume Sarno, presentata lo scorso maggio alla XII Commissione del Senato, conferma una situazione non particolarmente rassicurante: alte concentrazioni di cromo (84.4 mg/Kg s.s.) per la presenza di concerie e le intense attività agricole sono responsabili delle più alte concentrazioni di rame presenti nei fertilizzanti e nei pesticidi. Nei sedimenti si ritrovano elevati quantitativi di metalli quali cadmio (0.36 mg/Kg s.s.), nichel (16.6 mg/Kg s.s.), mercurio (0.28 mg/Kg s.s.) e piombo (58.2 mg/Kg s.s.).

Nell'attività di studio svolta dall'Università di Medicina di Salerno nel 2012, "Environmental Pollution Effects on Reproductive Health, Clinical, Epidemiological Study in Southern Italy", viene confermata la prevalenza di malformazioni in siti altamente inquinati. Le città prese in considerazione in quest'attività sono quelle situate in una zona definita dai ricercatori "Pentagono della morte": l'area comprende 39 comuni della provincia di Salerno, che si estendono nel bacino idrografico del Sarno. Dagli studi emerge un dato allarmante. Negli ultimi anni, la mortalità per cancro è fortemente aumentata, raggiungendo livelli molto più alti rispetto alla media italiana. L'inquinamento ambientale è causato dallo scarico di sostanze tossiche illegali, in particolare si registrano alte concentrazioni di policlorobifenili. La fascia più a rischio: donne incinte e bambini. Su 284 casi di malformazioni esaminati, la più alta prevalenza (53,8%) è stata registrata tra le donne che vivono in provincia di Salerno. Una percentuale inferiore è stata riscontrata per gli abitanti della provincia di Napoli (24,8%) e di Avellino (12.4%).

Il primo settembre una forte pioggia si è abbattuta sul versante avellinese. L'esondazione del torrente ha riguardato diversi comuni, in particolare Montoro e Solofra. «Il cemento armato posto solo tre anni fa è venuto giù. Abbiamo destato l'interesse nazionale fino al 2012. Adesso -continua Ventre- siamo un "semplice" caso di studio regionale. Il problema è anche culturale. Alcuni ritengono che, bypassando i depuratori e gettando tutto nel fiume, possa essere un modo per abbattere i costi. Noi viviamo nella valle di Solofra e paghiamo le conseguenze. Non si più giocare sullo stato di salute dei cittadini. In un luogo in cui non ci sono morti per alluvione ma per tumori».

Il 13 gennaio è stata emessa la sentenza da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ed è stato rigettato il ricorso proposto dal Comitato No Vasche. Secondo il Tar, "l'infiltrazione riguarderebbe solo il primo metro di terreno e in assenza di opere, è certamente incontrollato e incontrollabile il rischio di esondazione delle acque e d'infiltrazione di queste nel sottosuolo". «Ma - conclude Ventre - noi abbiamo dimostrato l'esatto contrario. Solo a Nocera Inferiore la falda è presente a mezzo metro di profondità. Il 26 Febbraio parteciperemo alla Conferenza dei Servizi sul tema e vedremo cosa sarà deciso». Nel frattempo, dal 14 Dicembre fino a Luglio 2015, è stata decisa la pulizia della vasca Cisaletti, a Nocera Inferiore. Dopo ben venti anni di attesa da parte della cittadinanza. Ma l'impresa scelta per l'opera di manutenzione si è fatta vedere solo il primo giorno. E così resta solo un cartello. Lavori in corso.

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