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La Roulette tra storia e futuro, l'evoluzione del gioco più amato nei casino di tutto il mondo

Dall'antica Roma all'online, la Roulette continua a catalizzare l'attenzione degli appassionati

tempo di lettura: 10 min
13/01/2022 16:31:10

Dall'antica Roma all'online, la Roulette continua a catalizzare l'attenzione degli appassionati.

La Roulette è senza ombra di dubbio uno dei giochi più celebri e amati nei casino di tutto il mondo. Da un punto di vista etimologico, si tratta di un termine francese derivante dal verbo “rouler”, girare. L'antenato del gioco da tavola moderno era denominato “girella” e risaliva ai tempi dell'antica Roma, quando i soldati, durante le pause delle battaglie, utilizzavano “hasta” e “scutum” per dar vita ad una rudimentale rotella, su cui avevano tracciato dei segni, da far girare ripetutamente sino a quando la pallina terminava la propria corsa. Dinamica che si è ripetuta anche in età medievale, quando le ruote dei carri furono preferite agli scudi. Altre ipotesi vogliono l'invenzione della Roulette dovuta ad una modifica della girella da parte dei cinesi e altre ancora assegnano la sua paternità ad un monaco vissuto nel XVII secolo. Altra teoria, è quella che vuole che a creare la Roulette siano stati dei monaci stanziati nella colonia francese della Dominica che, prendendo spunto da un antico gioco di origine tibetana dai contorni misteriosi, sarebbero stati soliti posizionare 37 statuette rappresentanti degli animali in un quadrato magico al cui interno erano inseriti dei numeri la cui somma ammontava a 666. Tali statuette venivano posizionate su dei numeri dallo 0 al 36 disposti in un ordine casuale su una piccola ruota. Pure teorie, la comparsa dell'odierna Roulette si fa risalire alla cosiddetta “Encyclopédie, ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers”, un primo esperimento moderno di raccolta generale del sapere e delle conoscenze realizzato nella seconda metà del XVIII secolo da intellettuali del calibro di Diderot e D’Alembert. Un importante contributo per la storia della Roulette è dovuto a Blaise Pascal, il celebre matematico e fisico francese vissuto durante il XVII secolo. Tale studioso si servì di una primitiva forma di Roulette per condurre i suoi esperimenti volti alla ricerca di una macchina in grado di riprodurre la teoria del moto perpetuo. Secondo la tradizione è proprio a questo illustre scienziato che si deve la scelta di realizzare la pallina in avorio, materiale che in tempi recenti è stato accantonato e soppiantato dalle plastiche e da altri materiali sintetici. Tale ricostruzione è, tuttavia, oggetto di dubbi e perplessità in quanto si ritiene che Pascal, con il termine Roulette, intendesse una caratteristica figura geometrica di natura circolare determinata da un punto posto sulla circonferenza di una ruota in fase di rotazione. Va a tal proposito sottolineato che in realtà la moderna Roulette è frutto della commistione e dell’influsso di altri antichi giochi come l’hoca, l’Ace of Hearts, il Roly Poly, il biribisso ed il cosiddetto EO, cioè Even – Odd.

L’hoca era un gioco in cui si faceva girare una ruota a sei raggi uniti ad un perno al centro. Su tale perno veniva posta la pallina che con il movimento della ruota veniva spinta su una delle 42 caselle. Uno degli elementi che caratterizzavano questo gioco era il fatto che c’era un gruppo di caselle, da tre a sei, che per regolamento era riservato al banco e ciò gli garantiva un importante vantaggio che naturalmente si traduceva in un numero di vincite abbastanza alto rispetto a quello dei giocatori.
Il Biribisso, invece, andò molto di moda nelle regioni italiane nel periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo. Esso mixava tra loro elementi tipici della tombola e dell’hoca: i giocatori collocavano le proprie puntate su un tavolo sul quale erano presenti delle caselle numerate da 1 a 70. Il banco, a sua volta, estraeva da un sacchetto delle piccole sfere che presentavano al centro un foro all’interno del quale veniva inserito un foglio arrotolato che conteneva il numero. Era possibile puntare sull’uscita di un singolo numero (in questo caso la vincita veniva pagata con una quota pari a 63 a 1), o su rosso e nero, pari e dispari, alto e basso.
Il gioco riscosse molto successo anche in Francia, dove venne chiamato Biribì. Oltralpe, del gioco iniziò a circolare anche una seconda versione con 36 numeri che veniva giocato anche all’aperto e per strada.

L’Even – Odds, invece, prevedeva un cilindro su cui venivano impresse quaranta lettere equamente suddivise in E (cioè Even) e O (cioè Odds). Secondo altre testimonianze invece nell’E/O c’era una ruota in cui al posto dei numeri erano presenti le lettere di cui sopra, mentre la funzione attualmente svolta dallo zero era ricoperta da alcune caselle che erano appannaggio del banco. Il gioco si diffuse rapidamente negli anni settanta del XVIII secolo e venne bandito per legge nel 1782.
Il Roly Poly è, con tutta probabilità, un altro nome dell’Even-Odds.
Secondo prove documentali, il gioco della Roulette apparve intorno al XVIII secolo e, come è avvenuto anche nel caso di altri giochi, le prime testimonianze sono contenute in atti legali che provano la messa al bando del gioco in questione. Infatti, un decreto risalente all’anno 1758 vieta nella Nuova Francia, ovvero il Canada, la disputa di partite a giochi come Roulette, faro, hoca e dadi, mentre è addirittura relativa al 1745 la norma inglese che dichiara fuorilegge il Roly Poly e la Roulette. Della stessa epoca sono i primi documenti che invece citano l’Even-Odds e dal loro contenuto si può evincere che quest’ultimo fosse ben più famoso della Roulette, almeno nei paesi anglosassoni dove una pubblicazione del 1808 definisce la Roulette un gioco proveniente dall’estero che è quasi sparito dalla circolazione poiché soppiantato proprio dall’E.O. Tuttavia, a partire dalla metà del XIX secolo, la situazione mutò in quanto la Roulette fece di nuovo capolino Oltremanica e 25 anni dopo si impose sull’E.O.. Il primo documento in cui invece troviamo citato il Roly Poly risale al 1730, anno in cui in una lettera scritta dalla Contessa di Suffolk si racconta che “la Duchessa di Marlborough è solita sperperare il proprio denaro giocando a Roly Poly”, mentre in un libro del 1824 intitolato “Gli effetti fatali del gioco d’azzardo” è presente una sezione denominata “Descrizione del recentemente introdotto gioco della Roulette o Roly Poly”, il che lascia pensare che questi due nomi fossero utilizzati per indicare il medesimo gioco.


La tradizione vuole che uno dei primi centri in cui si assistette al successo della Roulette fu Parigi, più precisamente ciò avvenne al Palais Royal, un edificio sito nei pressi del museo del Louvre.  Quella che era stata anche la residenza del cardinale Richelieu, può ritenersi essere stato il primo casinò istituito ufficialmente ed il successo non tardò ad arrivare grazie anche allo splendore delle sale in cui il gioco veniva ospitato. Nella capitale parigina il gioco della Roulette ricevette una regolare autorizzazione da parte delle autorità di polizia sul finire del XVIII secolo e questo atteggiamento permissivo fu ribadito anche in età napoleonica, grazie anche al fatto che vi era necessità di reperire delle cospicue fonti di finanziamento per le numerose campagne belliche dell'epoca. La decisione di legalizzare il gioco d’azzardo, ad opera del Conte d’Alby, fu un provvedimento che si rese necessario per arginare il fenomeno della criminalità che stava assumendo dimensioni colossali. Sul piano regolamentare, la Roulette dell’epoca oltre allo zero, di colore rosso, aveva anche il doppio zero, di colore nero. Con l’emanazione dell’autorizzazione si procedette anche a fissare una serie di norme che in gran parte costituiscono ancora oggi il regolamento ufficiale della Roulette e vennero istituzionalizzate anche le figure dei croupier e degli ispettori. Eravamo nella seconda metà del 1700 e qualche decennio più tardi, nel 1802, venne pubblicato, ad opera dello scrittore Jacques Lablèe, il libro “Roulette, ou histoire d’un jouer” incentrato sulle peripezie attraversate da un ragazzo parigino che inizia a giocare d’azzardo. Le pagine del libro forniscono una esauriente descrizione delle regole e dei tavoli da gioco che già allora si presentavano nella medesima forma dei giorni nostri. Il romanzo ha una struttura epistolare e ospita la corrispondenza tra il giocatore e la moglie di quest’ultimo: in queste lettere possiamo trovare uno spaccato della società parigina del periodo in quanto sono ricchissime di descrizioni dei luoghi frequentati e delle persone incontrate. È interessante anche notare come l’autore si dilunghi nella descrizione di alcuni sistemi di gioco dell’epoca, come la martingala ed il paroli. Si tratta dell'evento che rese famosa la Roulette che, in pochi anni, conquistò Europa e Stati Uniti, in particolare New Orleans e alcuni centri della Lousiana. L'autorizzazione del gioco d'azzardo nello stato del Nevada contribuì all'affermazione della Roulette come fenomeno di costume.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i primi decenni dell’Ottocento videro la comparsa dei casinò anche sul territorio del futuro Stato Italiano, in particolare nell’allora Ducato di Lucca. In queste sale da gioco non poteva mancare ovviamente la Roulette che, forse a causa dell’arrivo delle armate napoleoniche, si era diffusa in lungo e in largo nella penisola.
Una data cruciale nella storia della Roulette è l’anno 1838: Luigi Filippo d’Orleans emana l’editto che mette fuorilegge il gioco d’azzardo sul suolo francese. A seguito di tale divieto, i gestori di sale da gioco francesi decisero di spostarsi in Germania. Per sottrarre clienti ai tanti concorrenti nel frattempo insediatisi nei territori tedeschi, i fratelli Blanc nel 1842 decisero di rendere più vantaggiose per i giocatori le Roulette presenti nella loro sala situata nei pressi di Francoforte. Scelsero, pertanto, di eliminare il doppio zero, assottigliando quello che oggi siamo soliti denominare House Edge. Questa soluzione ebbe talmente tanto successo che ancora oggi la Roulette europea mantiene inalterata questa caratteristica.

Col passare degli anni, anche il governo tedesco di Bismarck e quello italiano durante il Fascismo vietarono il gioco d’azzardo e questo rappresentò anche uno dei fattori che facilitò il successo di Montecarlo che, nel frattempo, aveva basato la propria economia sulle sale da gioco e tuttora rappresenta la principale località di riferimento per i giocatori europei,  Nell'era del digitale stiamo ultimamente assistendo alla nascita dei casino online. Oggi chi vuole cimentarsi con la Roulette ha semplicemente bisogno di un computer o uno smartphone collegato ad una rete internet. Un nuovo modo di vivere la Roulette che, pur non offrendo le emozioni di trovarsi al cospetto del croupier, può contare su una grafica di altissima qualità e su effetti sonori particolarmente suggestivi.  Da qui a 10 anni, anche grazie all'avvento delle app, il gioco online andrà a diffondersi sempre più potendo contare su vantaggi importanti come il poter giocare comodamente da casa, monitorare costantemente il proprio budget e poter testare una molteplicità di giochi e Roulette, dalla americana all'inglese passando per la francese, raramente fruibile nei casino reali.

A tal proposito, il portale offre un'ampia scelta di modalità di gioco con cui confrontarsi. Il mondo dell'online si appresta così a scrivere le nuove pagine della storia della Roulette.

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