Francesco Nappi
Finalmente la Sint sarà liquidata, ma quale futuro per i beni della città di Castellammare? E’ la domanda che si pongono i componenti del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Castellammare di Stabia all’indomani della decisione del sindaco Gaetano Cimmino di mettere in liquidazione la partecipata del comune confermando la decisione del commissario prefettizio e nominando Vincenzo Sica quale liquidatore della società.
«Si intravede all’orizzonte la fine di una società partecipata che – ricordano - giorno dopo giorno produce debiti su debiti che gravavo sui cittadini e sul proprio patrimonio. Col decreto “mille proroghe” slitta di 12 mesi l’obbligo di liquidazione per le partecipate in perdita e senza futuro». Un’occasione da cogliere al volo e pianificare il percorso migliore per rilanciare le strutture termali stabiesi e gli altri immobili di proprietà dell’ente gestite, malissimo, fino ad ora.
Durante la campagna elettorale, il candidato sindaco dei pentastellati, oggi in consiglio comunale, definì la Sint «un carrozzone capace di generare soltanto debiti su debiti». Per questo, quello della liquidazione della partecipata, «rappresenta un atto necessario per tutelare il patrimonio immobiliare che in questo modo potrà ritornare nella disponibilità del Comune». Oltre agli immobili, priorità del M5S è anche «il reinserimento nel mondo del lavoro dei dipendenti licenziati, e faremo quanto in nostro potere per tutelarli». Parole dette anche in campagna elettorale e ribadite in queste ore.
Ed è su questi punti che ribattono. «Ad oggi – sottolineano - il neosindaco sembra non avere nessun piano strategico per il futuro delle terme, nelle stesse linee programmatiche illustrate dallo stesso, si parla di “sarebbe giusto ipotizzare”. Ebbene, a nostro avviso non sarebbe giusto ipotizzare, ma sarebbe giusto programmare e pianificare. Basta proclami e spot, la campagna elettorale è finita! Il sindaco ha avuto un regalo dalla nostra maggioranza di governo, “tempo” la risorsa più importante al mondo, ben 12 mesi, per stilare un progetto realizzabile, si metta subito al lavoro. La mera salvaguardia del patrimonio non vuol dire far ripartire le terme. La città vuole e deve sapere cosa ha in mente il sindaco per il rilancio turistico della città partendo proprio dalle terme, così come “ipotizza” nelle linee programmatiche».
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