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Pericolo amianto nelle fabbriche dismesse

L'allarme lanciato dal consigliere dei Comunisti Italiani, Catello Foresta

tempo di lettura: 3 min
di Pasquale Cesarano
18/07/2007

Allarme amianto a Castellammare di Stabia: la denuncia arriva dal consigliere comunale del Partito dei Comunisti Italiani, Catello Foresta. Secondo l’esponente del Pdci stabiese diversi siti industriali dismessi dovrebbero essere bonificati perché costituirebbero un pericolo per la salute della cittadinanza. Un rischio, quello legato alla contaminazione da amianto, che sarebbe tangibile visto che, sempre secondo il parere del consigliere in quota Pdci, le aree dove sorgevano le vecchie fabbriche ora in disuso non sarebbero state ancora risanate. Nonostante in Italia vi sia una legge, la 257/1992, che obbliga le Regioni a censire le strutture edili presenti su tutto il territorio nazionale. “Noi Comunisti Italiani – spiega Foresta – siamo dell’avviso che lungo tutto il territorio di costa, dove esistono ancora migliaia di metri quadri di aree industriali dismesse, sarebbe opportuno avviare una meticolosa bonifica del territorio. In alcuni siti industriali è stato appurato che si lavorasse l’amianto, tanto è vero che alcuni lavoratori che prestavano servizio in queste fabbriche hanno goduto di un prepensionamento concesso proprio a chi esercitava la propria professione in ambienti contaminati da amianto”. La situazione non riguarderebbe le due fabbriche esistenti sul suolo cittadino, l’Avis e la Fincantieri, in quanto siti industriali ancora operanti, ma solamente le aree dismesse. “All’Avis ed in Fincantieri – prosegue il consigliere comunale – l’opera di bonifica è stata eseguita. Le due industrie, proprio perché ancora funzionanti, hanno dovuto rapportarsi a rigidi parametri venutisi a creare con l’entrata in vigore della legge 257 del 1992. Il problema riguarda solo le aree industriali dismesse”. Anche se circoscritta, però, la questione è piuttosto seria, visto che gli agenti atmosferici, sempre secondo la testimonianza raccolta, starebbero accelerando il processo di degenerazione del materiale. In più, il consigliere comunale stabiese dice di aver anche avuto diverse richieste di soccorso da parte di cittadini delle zone limitrofe alle industrie intimoriti per le possibili conseguenze che l’inalazione prolungata di amianto potrebbe provocare sulla loro salute: “sono diverse le segnalazioni che ho raccolto nel corso di questi due anni di attività. Questa volta si sono rivolti a me i residenti di corso Alcide De Gasperi, che abitano nei pressi dell’area ex Cirio, preoccupati per le coperture dei capannoni industriali. Secondo i cittadini i tetti dei fabbricati sono ricoperti di eternit, cioè completamente intrise di amianto. Io mi sono recato sul posto ed ho appurato che è vero e mi sono anche accorto che gli agenti atmosferici stanno accelerando il processo di erosione dei materiali e, probabilmente, contaminando l’intera zona. Quello spazio è una parte del territorio cittadino molto ventilata e noi tutti sappiamo che se disperso nell’ambiente dal vento l’amianto può essere seriamente pericoloso. Poi ci sono vicende mai chiarite, come quella relativa alla presenza di amianto nei sottotetti di Palazzo Farnese. La cosa è stata denunciata già alcuni anni fa ed adesso la situazione, complice ancora una volta gli agenti atmosferici, si è anche aggravata”. Un quadro tutt’altro che idilliaco, dunque. L’inerzia degli organi deputati al controllo, secondo Foresta, starebbe compromettendo la salute dei cittadini che abitano nelle zone limitrofe agli edifici in questione. Per l’esponente del Pdci, quindi, il problema esiste, ma esistono anche le leggi per porre rimedio a questo stato di cose: “il Comune, di concerto con l’Asl territoriale – aggiunge – deve adoperarsi per garantire la salute di tutta la cittadinanza, bonificare questi siti industriali e non utilizzarli come aree parcheggio”. La denuncia del consigliere del Pdci, Catello Foresta, giunge subito dopo l’inchiesta del quotidiano Metropolis che evidenziò la presenza di amianto alla colonia ferrovieri, al palazzo del fascio ed in altri ruderi esistenti in città.

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