Avevano già venduto pesce «clandestino» in alcuni mercati di Napoli ma, quando hanno fatto tappa a Salerno, sono stati acciuffati dai finanzieri della I compagnia di Salerno, diretti dal capitano Crescenzo Fasolino. Così quattro tonnellate di pescato in arrivo dalla Grecia è stato sequestrato proprio mentre l’autista del camion proveniente da Brindisi stava parcheggiando all’interno del emrcato ittico. Due persone, entrambe di Castellammare di Stabia, individuate quali responsabili di tutta l’operazione, sono state denunciate. S’indaga per cercare di capire se siano cani sciolti o se facciano parte di qualche gruppo militaere. Fatto è che i militari del capitano Fasolino hanno interrotto un giro d’affari di svariate migliaia di euro. Il pescato, su disposizione del magistrato di turno, è stato difatti messo in vendita all’asta ed è fruttato alla casse dell’erario (il ricavato è stato difatti versato su un conto giudiziario) ben dodicimila euro. Si tratta di spigole, salmoni, orate, pesce persico e cocci. E tutti erano, secondo i rilievi eseguiti dai sanitari della Asl, in ottimo stato di conservazione. Si tratta della seconda operazione di questo tipo messa a segno dai baschi verdi in meno di un anno. Un altro ingente carico, gestito sempre dagli stessi personaggi, era stato sequestrato sempre al mercato ittico di Salerno lo scorso settembre. Secondo quanto appurato dai finzieri del capitano Fasolino, il pesce sarebbe stato venduto a nero e quindi, sarebbe stato molto più concorrenziale nel prezzo, rispetto ad altri prodotti immessi sul mercato attraverso i canali regolari. All’alba di ieri i militari delle fiamme gialle hanno individuato un autoarticolato con targa straniera accedere all’interno del locale mercato ittico eludendo i normali controlli previsti per la vigilanza sanitaria dei prodotti di provenienza estera. Le immediate e scrupolose indagini hanno consentito di scoprire che il carico era scortato da una fittizia documentazione tributaria, posta in essere al fine di evadere l'iva e le imposte sui redditi.
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