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Questione Termale: La CASTA Incastrata

Lettera aperta del presidente pro-tempore della 'Nuova Medusa' libera associazione di uomini e idee

tempo di lettura: 5 min
di Carlo Carrillo
17/06/2007
Questione Termale: La CASTA Incastrata

Il sottoscritto CARRILLO Carlo,nella qualità di Presidente pro-tempore della "Nuova Medusa" libera associazione di uomini e idee che opera sul territorio di Castellammare di Stabia e paesi limitrofi, vuole accendere solo per un attimo i riflettori sulla vicenda delle Terme di Stabia che stanno vivendo sicuramente la stagione più nera della propria storia. Per anni l’azienda Termale più grande e rappresentativa nel centro sud Italia è stata individuata come un centro di potere e fabbrica di voti, comparabile alla “casta” più redditizia della città sia per il volume di operazioni politiche e gestionali sia che in termini di riscontro di voti alle consultazioni comunali riusciva a dare risultati eccellenti sotto l’aspetto elettoralistico. Basta fare un piccolo passo indietro di appena tre lustri e rileggere gli articoli di stampa, relativi alla conferenza stampa del Presidente dell’epoca, che si legge della celebrazione di un risultato conseguito non più eguagliabile purtroppo,il raggiungimento dell’erogazione di 1Milione di cure. Eppure di contro andando a rivedere quel bilancio consuntivo veniva fuori un risultato contraddittorio alla celebrazione di li a poco effettuata, il passivo ammontava a,lira più o lira meno, 4 miliardi di Lire. Una cosa molto strana che non risultava certamente trasparente nella sua lettura e guardacaso alla fine la colpa e le responsabilità erano dei lavoratori in quanto il costo del lavoro era in un rapporto del 117%. Sicuramente alto riconoscevamo con gli addetti ai lavori ed ecco che si accese la lampadina in testa ad un illuminato Amministratore dell’epoca. La soluzione era a portata di mano, incentivare l’esodo dei lavoratori a tempo indeterminato che erano 117 su circa 300 ed assumere i figli risparmiando quote di buonuscita che avrebbero nel contempo risanato le casse aziendali mentre si rinnovava e si ringiovaniva l’età media del personale in servizio. In questa operazione che partì in sordina ma con fermezza e determinazione accadde che alle Terme di Stabia(allora Terme Stabiane) andarono in pensione delle persone che erano specializzate e subentrarono i giovani che bisognava specializzare,in quanto chiaramente impreparati, in considerazione del fatto che erano al primo impiego in una società che eroga prestazioni e servizi. Il bilancio non migliorava e comunque bisognava tagliare le spese, e visto che i lavoratori percepivano in busta paga una voce chiamata produttività si decise di tagliare quella voce adducendo la motivazione che le cure erogate erano diminuite, ed allo stesso tempo l’azienda decise di tagliare anche il periodo agli stagionali in quanto si rischiava il fallimento a seguito del perseverare del passivo che comunque rimaneva sugli standards degli anni precedenti. In tutto questo comunque la Casta pensava a tutelarsi non disdegnando di autoerogarsi straordinario forfetario e Superminimo che sarebbe un’indennità che scatta per coloro che sono inquadrati al 1° livello del C.C.N.L.. poi venne il tempo della Galco, una società che in circa un’anno ha percepito per contratto circa 1.200.000 Milioni di lire ed il cui ruolo era quello di rilanciare l’Azienda non solo provvedendo a redigere una pianta organica per una più equa redistribuzione del personale ed a razionalizzarne l’utilizzo, ma anche a dare all’azienda la possibilità di essere competitiva sul mercato con una produzione di creme di bellezza e per il corpo che,stranamente, si producevano prima in Umbria e poi nel Lazio. Mentre il passivo in bilancio,a tutt’oggi, non è stato mai inferiore ad 1.500.000,00 € ed il Consiglio Comunale ha sempre erogato le risorse necessarie per il ripiano dei debiti, per cui il Pantalone stabiese continua a pagare, la casta termale ha sempre e comunque continuato ad erogare consulenze costosissime, tutelare i componenti, i parenti e gli affini ad essa con il prepensionamento dei genitori e la relativa assunzione dei figli nel mentre si richiama il genitore sotto la voce di consulente. Si rasenta quantomeno il paradosso. Inoltre un lavoro certosino è stato portato a compimento, è stato un vero colpo da maestro, alle Terme di Stabia è stato distrutto completamente il quadro dirigente. Scriveva Alexis de Tocqueville che “L’oligarchia è un sistema dove il potere è fortemente centralizzato e i corpi intermedi sono stati dissolti o indeboliti nelle loro autonomie”, ecco che alle Terme applicando questa strategia, oggi ci ritroviamo senza una classe dirigente competente ed all’altezza, per cui abbiamo due corpi separati, il potere ed i lavoratori. In tutto ciò consentiamo che 15 lavoratori in possesso di un titolo, del quale mai la validità è stata contestata, debbano sentirsi discriminati e trattati alla stregua di chi deve sentirsi oggetto di Mobbing, in quanto non è facile per chi è abituato a lavorare sentirsi relegato ai margini dell’attività produttiva e maturare stress da alienazione. Il paradosso più grande è quello che chi è in possesso dello stesso titolo lavora presso i centri privati e firma pure le schede che la stessa ASL 5 computa anche ai fini del computo dei COM. vorrei avere il piacere di porre un semplice quesito al sindaco che in questa vicenda delle Terme ha pensato solo a bloccare l’accordo della stabilizzazione aziendale che avrebbe un costo di 168.000 €, che non rappresentano altro che la somma del 50% delle spese sostenute sempre per il personale nell’anno 2006, soldi che avevano coperto le spese di lavoro straordinario,straordinario in eccedenza, ferie pagate agli stagionali(SIC)etc., ed il quesito sarebbe il seguente: Quanti introiti e quanti nuovi clienti hanno portato alle terme le manifestazioni canore al parco dei cigni e se è al corrente che la medicina sportiva,che doveva partire dal 1 maggio, ad oggi non è ancora decollata e che nel frattempo i primi 4.000 € sono stati erogati al medico ed al suo assistente senza aver effettuato alcuna prestazione. Sarebbe il caso di istituire una commissione di inchiesta sul problema,di Consiglieri Comunali, e verificare la possibilità di individuare le precise responsabilità, onde evitare che questo caso possa finire nelle maglie della Corte dei Conti.
Castellammare di Stabia lì 08/06/2007
Il Presidente Carlo CARRILLO

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