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Privatizzazione Fincantieri: la Fiom perplessa

Mascoli: 'Manca ogni minimo segnale da parte della Regione'.

tempo di lettura: 2 min
15/06/2007
Privatizzazione Fincantieri: la Fiom perplessa

«Sono perplesso. Su questa questione cruciale non ci sono segnali da parte della Regione». Maurizio Mascoli, segretario regionale campano della Fiom-Cgil, sollecita una presenza anche degli enti locali sulla quotazione in Borsa e la privatizzazione di Fincantieri contro la quale oggi i lavoratori della cantieristica italiana manifestano a Roma. Si spieghi meglio... «Circa due mesi fa a Castellammare di Stabia il sindaco Salvatore Vozza ha riunito tutti i sindaci e i rappresentanti degli enti locali dei territorio in cui Fincantieri è presente, comuni e Regioni piccole e grandi. Per la Campania c'era l'assessore Andrea Cozzolino. Ora, in quest'ultima e delicata fase non ci sono prese di posizione». Altre istituzioni locali invece si sono fatte sentire? «Solo la Liguria. Come la Campania, nemmeno la Sicilia ha parlato. Ma quello che mi lascia perplesso è che non ci sia una posizione della Regione Campania. Fermo restando che sulla cantieristica italiana ci sono posizioni anche diverse nel sindacato, c’è uno schieramento di forze che va oltre il sindacato e ci sono i lavoratori che oggi protesteranno. In ogni caso il governo forse deve delle risposte anche agli enti locali che guardano con preoccupazione al molto probabile declino dell'ultimo gioiello dell'industria italiana connesso a una privatizzazione che potrebbe essere sbagliata e che proprio a Castellammare due mesi fa hanno alzato la loro voce». Che aria si respira nei cantieri vesuviani? «Il timore verso lo “spezzatino” è forte. La questione è di ordine generale, tuttavia ci sono specializzazioni produttive diverse. Certo, ci sono le commesse e c'è anche una previsione di investimenti da parte dell'azienda. Ma resta il problema della missione del cantiere, molto sentito per quelli in cui la commessa è sostanzialmente pubblica, e sono proprio quelli del Mezzogiorno, Castellammare e Palermo intesta, dove le preoccupazioni sono maggiori. La privatizzazione viene sentita come l'anticamera della frantumazione di Fincantieri e di una esperienza di oltre 200 anni che ha visto l'Italia leader di settore, perché questo è comunque un settore a bassa redditività». Quale sarà la partecipazione da Castellammare allo sciopero di otto ore e alla manifestazione romana? «Sono sei i pullman che abbiamo organizzato, per circa 300 lavoratori. Ma il dato più significativo è quello delle firme raccolte contro la quotazione e la privatizzazione in quel cantiere. A Prodi giungerà l'appello dell'80% delle maestranze direttamente o indirettamente coinvolte in Fincantieri. Dei 700 lavoratori del cantiere, hanno firmato in 560; e oltre 500 lavoratori, su un totale di 6/700, delle ditte che vengono coinvolte negli appalti hanno messo il loro nome e cognome nel documento».

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