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I disabili stabiesi pagano la sosta sulle strisce blu

Sosta dei veicoli al servizio di persone disabili, è polemica tra la Sintesi ed un gruppo di cittadini di Castellammare di Stabia.

tempo di lettura: 2 min
di Pasquale Cesarano
16/07/2007
I disabili stabiesi pagano la sosta sulle strisce blu

Per i diversamente abili stabiesi la nuova società, che da qualche settimana è responsabile della gestione del servizio relativo alla sosta all’interno delle strisce blu nel comune di Castellammare, starebbe commettendo un vero e proprio “abuso” nei confronti di chi per legge è abilitato a parcheggiare la propria autovettura anche all’interno degli stalli riservati alla sosta a pagamento senza nessun esborso economico. “Capisco che la società deputata a gestire la sosta a pagamento in città voglia guadagnare, ma non può farlo in questo modo”. Queste le prime parole di Antonio D’Orsi che da privato cittadino impegnato nel sociale e con un padre disabile da trasportare quotidianamente in auto per la città ha fatto sentire la sua voce. Subito poi sono venute le levate di scudi da parte delle associazioni che, conoscendo l’impegno quotidiano del signor D’Orsi, hanno corroborato la sua tesi. “Castellammare – prosegue – è una città off-limits per i disabili: i marciapiede sono occupati dalle merci dei commercianti e gli scivoli per i paraplegici sono ostruiti da auto e moto in sosta selvaggia. Questa ulteriore scelta della Sintesi, poi, aggrava solamente la già precaria situazione di persone come mio padre. Non è giusto che si facciano questi giochetti sulle spalle dei diversamente abili”. E’ chiaro Antonio D’Orsi, per lui questo è un vero e proprio atto di prevaricazione sociale. Per tale motivo nel corso di queste settimane alacremente ha chiesto delucidazioni alla direzione centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sul caso sembra essere espresso in maniera chiara ed incontrovertibile: “norme precise del codice della strada – sottolinea D’Orsi – riferiscono che l’esposizione dello speciale contrassegno H, voluto per facilitare la mobilità dei disabili, impone l’esenzione del pagamento di tariffe orarie per il parcheggio. In parole povere, gli aventi diritto possono parcheggiare gratuitamente, qualora gli spazi loro riservati risultassero occupati, anche all’interno degli stalli non riservati”. La norma dunque, secondo la pila di fogli portati da D’Orsi come prova della veridicità della propria tesi, non sarebbe suscettibile di interpretazione per quanto è chiara. Non la pensa così, invece, la Sintesi che solo pochi giorni fa ha tempestato la città di volantini con su scritto: “per i veicoli di persone che espongono il contrassegno H, regolarmente esposto in originale, sono stati predisposti stalli di sosta riservati a norme di legge. Gli eventuali veicoli muniti dello speciale contrassegno H per sostare negli spazi a pagamento dovranno corrispondere all’appaltatore l’onere dovuto dalla tariffa in vigore”.

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