Il gioco d’azzardo è una realtà solida in Italia, e negarlo non ha più senso. I dati forniti negli ultimi anni hanno permesso di capire l’entità del fenomeno, portando concretezza all’enorme quantità di denaro persa dagli italiani nelle scommesse.
Una zona più di altre si è però dimostrata particolarmente toccata dall’argomento, con una raccolta imponente e un piano d’azione che non ha convinto lo Stato. Si tratta della Campania, una regione in cui le puntate d’azzardo, e delle slot machine in particolare, stanno diventando un’abitudine radicata.
In effetti la classifica delle slot machine e videolottery nel 2016 ha constatato la presenza di una dominatrice nel settore delle macchine: la Lombardia. Con un volume di gioco superiore ai 10 miliardi di euro, circa un quinto del totale nazionale. La Campania è scivolata in quinta posizione nella graduatoria riservata alle macchinette, con 3,868 miliardi di euro puntati dai 5,839 milioni di abitanti. La spesa pro capite di fatto non registra la regione nella top five nazionale, ma la posizione della regione diventa più chiara se si considerano anche le specialità meno praticate.
Sono infatti le scommesse sportive e l’ippica i due punti di forza della Campania nel gioco d’azzardo. Napoli è risultata la città con il maggior numero di scommesse nelle ricevitorie, e il mercato ippico trova nel capoluogo di regione il punto caldo dell’intero sistema nazionale. Contando anche queste specialità, che hanno meno raccolta in tutta la nazione, la Campania si rivela la terza forza nazionale, dietro solo all’incontrastata Lombardia e al Lazio. Da sottolineare che il risultato è raggiunto nonostante l’assenza di uno dei grandi casinò, mentre la Lombardia può contare sugli introiti di Campione. Le quasi 15.000 macchinette installate a Napoli e le numerose ricevitorie sparse su tutto il territorio regionale tuttavia costituiscono una fitta rete di tentazioni a portata dei giocatori, che spesso cedono alla tentazione di effettuare una puntata. E tutte le statistiche finora riportate non tengono conto del fenomeno online, in espansione costante.
Se sul piano del volume di gioco la Campania è al top nazionale, sul tema della sicurezza dei giocatori la regione non riesce a dare garanzie. L’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo infatti ha di recente valutato negativamente la proposta locale contro il GAP, uno dei motivi di maggiore discussione politica negli ultimi mesi. Le proposte di numerose regioni, contenenti misure di prevenzione come il distanziometro e di assistenza ai giocatori compulsivi, hanno convinto lo Stato a stanziare fondi preziosi per la loro attuazione, mentre la Campania dovrà riformulare la propria strategia nel corso del 2018. È evidente che questa lentezza allungherà i tempi tecnici dell’applicazione dell’eventuale provvedimento. Nel frattempo, però la regione avrà a disposizione alcuni fondi messi a disposizione dalla legge di stabilità: si parla di circa 4 milioni di euro sui 45 che verranno stanziati dalla nazione. Una percentuale consistente, che ben evidenzia il ruolo rilevante della Campania nell’economia del gioco d’azzardo in Italia.
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