Sport
shareCONDIVIDI

Volley - Valentina Diouf: «Sono sempre stata affascinata dall'Oriente, ed ora mi godo a pieno questa cultura cosi diversa»

«Mi manca l'Italia in generale, ma con una divisa addosso mi sento a casa ovunque. Questo è il bello del volley»

tempo di lettura: 6 min
di Giovanni Minieri
15/12/2019 20:13:57
Volley - Valentina Diouf: «Sono sempre stata affascinata dall'Oriente, ed ora mi godo a pieno questa cultura cosi diversa»

Foto: Antonio Marco Troianiello

Un talento purissimo, tra i più fulgidi che la pallavolo italiana abbia mai espresso. 2562 punti messi giù con potenza e precisione in 7 stagioni disputate tra Bergamo, Busto Arsizio e Modena. Valentina Diouf è energia pura. L’opposto classe ’93 brucia subito le tappe, ed a soli 19 anni esordisce in A1 con la maglia di Bergamo, totalizzando 81 punti in 35 set disputati  in una stagione che vedrà la squadra rossoblù disputare una grande stagione sia in ambito nazionale che internazionale. Nella stagione 2012/13 aumenta il minutaggio, e va in tripla cifra ad una media di 4,46 punti a partita trascinando le orobiche alle semifinali scudetto, salvo poi doversi arrendere a Piacenza che farà doblete. L’anno successivo Valentina Diouf è miglior realizzatrice della regular season. Nel 2014/15 la giocatrice si trasferisce a Busto dove conquista il prestigioso premio individuale di miglior opposto in Champions League al termine di una splendida cavalcata in cui la sua squadra deve dar spazio soltanto in finale alla corazzata turca Eczacibasi sul neutro di Stettino. Dopo una parentesi a Modena, Valentina Diouf torna a Busto dove mette in cassaforte 855 punti sfiorando il titolo in Coppa Cev 2017: ancora una volta la scelta di MVP cade sulla talentuosa atleta italiana, ma il trofeo va alla Dinamo Kazan. Nell’estate del 2018 Valentina Diouf compie una delicata scelta di vita: lascia l’Europa e va in Brasile, dove con la maglia del Bauru si aggiudica il Campionato Paulista battendo nella doppia finale l’Osasco con 2 tie-break al cardiopalma in cui è entrata nel tabellino con 47 punti all’attivo.
Dal Brasile alla Corea del Sud, destinazione KGC Daejeon, dove l’opposto italiano lascia immediatamente il segno: top-scorer assoluta con 399 punti messi a segno nelle prime 14 gare di V-League, e la miglior prestazione sciorinata il 5 novembre con una straordinaria rimonta portata a termine contro le vice-campionesse del Gyeongbuk Gimcheon. Valentina Diouf trascina le compagne con 40 punti, e ben 11 sui 15 complessivi con cui il Daejeon si aggiudica 2 punti importanti. Successo in Coppa sfiorato anche in Corea, dove non sono invece bastati i suoi 37 punti per avere la meglio sul Suwon Hillstate al termine di 5 set al cardiopalma. La nostra punta di diamante è on-fire, e non ha alcuna intenzione di fermarsi.  


Dopo l’ultima parentesi italiana con la maglia di Busto, la scelta coraggiosa di lasciarti l’Europa alle spalle partendo per una nuova esperienza oltreoceano. Cosa ti ha spinto a compiere una scelta così radicale?

“Sono sempre stata attratta da un'esperienza di gioco all'estero, ma prima non ero pronta. Adesso ho raggiunto una maturità tale che mi permette di goderne a pieno”

In Brasile subito vincente al primo colpo conquistando il Campionato Paulista. Che emozione è stata, e sotto quale aspetto la Superliga Brasiliana ha arricchito il tuo bagaglio tecnico?

“Il Brasile mi ha dato molto. Non è solo un campionato molto forte, ma al suo interno ci sono giocatrici che hanno vinto più volte le Olimpiadi e questo è un valore aggiunto che non si trova facilmente. Sono molto felice di aver lasciato un segno nella storia della pallavolo brasiliana vincendo il Paulista”.

Dal Brasile alla Corea: singolare la scelta di un draft per selezionare le migliori straniere. Che esperienza è stata, e su cosa sono incentrate le selezioni?

“Il draft per la Corea è un evento particolare. In tre giorni ti giochi un contratto. Essendo la prima del ranking ero più avvantaggiata rispetto alle altre, ma in ogni caso me la sono giocata al massimo facendo mille salti e giocando a chi tira più forte”.

Com’è stato l’impatto con una nuova cultura completamente diversa da quella occidentale. Cosa ti ha colpito in maniera positiva della gente o del paese, e cosa invece ti è mancato maggiormente dell’Italia?

“Sono sempre stata affascinata dall'oriente e l'ho visitato in lungo e in largo per piacere. Ho sempre desiderato fare un'esperienza più lunga della classica vacanza per godere a pieno di questa cultura cosi diversa. L'inizio non è stato semplice perché non c'era confidenza e non ci si conosceva, ma pian piano si è creato un bel rapporto. Dell'Italia mi manca il cibo, ma soprattutto gli affetti e i miei tre gatti”.

Al di là di Daejeon, hai avuto modo di visitare un po’ la Corea, e quale il posto che ti ha colpito o incuriosito di più?

“Tendenzialmente appena ho un momento libero cerco di girare il più possibile e sono riuscita a visitare Seoul, Busan, Daejeon e qualche città limitrofa. Per il momento Busan è stata una piacevole scoperta, tanto che ho deciso di realizzare un video che posterò sui miei canali a breve”.

Quanto è stata dura inizialmente essere l’unica straniera in un gruppo formato esclusivamente da coreane?

“L’unica difficoltà che ho incontrato è quella della lingua. Quasi nessuno parla inglese, e a maggior ragione in una squadra è importante riuscire almeno a conoscersi e confrontarsi un minimo”.

A livello di Nazionale, la pallavolo asiatica è famosa per essere caratterizzata da grande applicazione ed intensità difensiva. Per quanto riguarda il torneo per club, quali le principali differenze rispetto alla nostra A1?

“Ci sono molte differenze. Essendo meno fisica, la pallavolo asiatica compensa molto bene con il sistema difensivo. Non è semplice fare punto, devi poter contare su un repertorio di colpi ampio. Inoltre non è sempre bilanciata la distribuzione, perché l'unico giocatore straniero viene servito molto, e per me è molto divertente questo aspetto”.

Una finale di coppa persa nonostante alcuni match-point a favore, ed un campionato che vi vede ancora distanti dall’ultimo posto utile per i play-off. Qual è finora il tuo bilancio? Cos’è mancato in alcuni momenti di tante gare finite al tie-break?

“Il campionato coreano è molto equilibrato: la prima può vincere o perdere contro l'ultima in ogni momento. Inoltre si giocano sei round contro le stesse cinque squadre: alla fine ci si conosce a memoria, ed è normale che molte partite finiscano al tie-break”.

Ti manca il campionato italiano?

“Mi manca l'Italia in generale, ma con una divisa addosso mi sento a casa ovunque. Questo è il bello del volley”.

Video
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

21/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Carrarese 1-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

15/03/2026
share
Tutti i video >
Sport







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici