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Quagliarella e Iezzo, amici stabiesi e cuori azzurri

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Castellammare e Napoli sono unite non soltanto da un pezzo dell’autostrada più importante del Meridione d’Italia ma anche da un sentimento sportivo indissolubile. Sebbene, infatti, sia la Juve Stabia la squadra della città, a Castellammare praticamente tutti sono grandi tifosi del Napoli. E tra i tanti abitanti e tra le persone originarie di questo comune a 25 km dal capoluogo campano spiccano due calciatori che per il Napoli hanno sempre straveduto: si tratta di Gennaio Iezzo e di Fabio Quagliarella, quest’ultimo anche autore del gol del provvisorio 1-2 della Sampdoria nell’ultima vittoria del Napoli sui blucerchiati lo scorso 23 dicembre al San Paolo di Napoli. In questa occasione il pubblico napoletano ha dato allo stabiese l’applauso che meritava dopo anni di incomprensioni.

Entrambi tifosissimi del Napoli, tra le favorite alla vittoria della Serie A secondo le quote degli esperti di scommesse sportive, hanno formato parte della squadra azzurra in passato. Amici e spesso compagni di viaggio per andare al centro sportivo di Castelvolturno durante l’unica stagione nella quale hanno condiviso l’esperienza azzurra, ossia quella del 2009-10, sono da tempo la massima espressione del calcio stabiese che è riuscita ad affermarsi ai piani alti del calcio italiano. In molti ricorderanno quando il portiere azzurro parò un rigore a Kakà in una partita a San Siro contro il Milan quando soltanto una deviazione sfortunata di German Denis fece capitolare un Napoli eroico.


Nella rosa azzurra dal 2005 al 2011, Iezzo è stato senza dubbio uno dei protagonisti della risalita del Napoli dalla Serie C alla Serie A e, insieme al casertano Gianluca Grava, l’unico a disputare incontri di campionato in C, B ed A, restando per sempre nel cuore dei tifosi. Secondo di Morgan De Sanctis anche nella stagione che valse in terzo posto in A, e di conseguenza la qualificazione ai gironi di Champions League, è stato sempre un uomo spogliatoio importante e un prezioso componente del gruppo azzurro.

Per quanto riguarda Quagliarella, invece, il discorso è diverso. Arrivato a Napoli in pompa magna l’estate del 2009, l’attaccante stabiese era visto come il profeta in patria. Tifosissimo del Napoli, esordì al San Paolo con una doppietta contro il Livorno e dimostrò a tutti quanto amasse la maglia azzurra tra impegno e gol, anche se visse una fase di forma altalenante in quanto non proprio una prima punta, ruolo nel quale lo impiegava il tecnico toscano Walter Mazzarri. Legatissimo al Napoli, aiutò gli azzurri ad arrivare in Europa League con 12 reti in campionato nonostante un periodo di appannamento. La sua cessione alla Juventus l’anno successivo scatenò l’ira dei tifosi, che non riuscivano a capacitarsi del fatto che un tifoso azzurro potesse giocare per gli odiati rivali. Soltanto delle indagini di polizia avrebbero dimostrato, sette anni dopo, che il suo addio da Napoli era dovuto a questioni di stalking, quindi extra calcistiche, che gli impedivano di vivere tranquillamente. Dopo tanto tempo, tornato a Napoli, Quagliarella ha però ricevuto l’assoluzione definitiva dal San Paolo, uno stadio dove in molti lo vorrebbero di ritorno.


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lunedì 25 dicembre 2017 - 09:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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