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Pompei - Il rugby cerca di farsi largo

tempo di lettura: 2 min
di Luciano Scatola
20/10/2015 15:13:37
Pompei - Il rugby cerca di farsi largo

“Mens sana in corpore sano” una locuzione delle “Satire” di Giovenale, vecchia di duemila anni,  che qualcuno dice essere sconosciuta agli amministratori della città di  Pompei. Una considerazione che nasce dal fatto che nessuna struttura pubblica è attiva sul territorio e che le poche attività sportive praticabili come minigolf, ippica, calcetto o tennis sono organizzate da privati. In questo deserto di strutture sportive pubbliche, a tenere lontani gli adolescenti dalle sostanze stupefacenti come alcol tabacco e droghe, cresce una splendida realtà: il rugby! Uno sport di alto valore educativo e formativo dove, assieme alla pratica del gioco vengono insegnati valori come la lealtà, l’amicizia, il rispetto per le regole e per gli avversari. L’iniziativa è partita da due rugbysti della “Olimpia Rugby Pompei” sciolta nel ’92 per mancanza di fondi e soprattutto di un campo. Giuseppe Sorrentino e Gennaro Cozzolino  due anni fa hanno coinvolto  altri vecchi giocatori, genitori di ragazzi e ragazze desiderosi di praticare sport e soprattutto l’attivissimo don Antonio Protano e  hanno fondato e iscritto alla Federazione la società “Ads Rugby Sacro Cuore Pompei” utilizzando per gli allenamenti il campetto della Parrocchia. Si è iniziato con ragazzi e ragazze dagli 8 ai 12 anni, un piccolo nucleo che è cresciuto a mano a mano e che ora conta una sessantina di giovani e quattro allenatori che a titolo gratuito  stanno producendo un ottimo lavoro. Domenica scorsa c’è stata la prima partita dei “Green Bulls” iscritti al campionato under 16 giocata sul campo di Torre Del Greco. Si, a Torre Del greco perché a Pompei ci sono due campi da gioco inagibili da lunghi anni, diventati ormai un monumento allo sperpero di denaro pubblico. E questo è il cruccio dei dirigenti della società, non poter avere un campo in città per allenamenti e partite e dover emigrare continuamente. Eppure basterebbe individuare uno spazio adeguato dove poter attivare un campo, con spogliatoi prefabbricati con soldi messi a disposizione dalla Federazione Rugby e magari dagli sponsor che già sostengono la squadra. In tal senso ci sono contatti con il sindaco e l’assessore allo sport Lello Marra con la speranza che siano più sensibili e fattivi dei loro predecessori.

 

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