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Generazioni di talenti: Focus sulle promesse del calcio Made in Campania

tempo di lettura: 7 min
30/03/2020 20:40:18

Fonte: Pxhere Licenza: CC0 1.0

Negli ultimi anni si è assistito a un fenomeno calcistico che dovrebbe farci riflettere: sembra che l’Italia si sia capovolta. I grandi talenti del calcio un tempo venivano dal Veneto e dalle Lombardia: Roberto Baggio, Alessandro Del Piero, Paolo Maldini, Andrea Pirlo e tanti altri, soprattutto grazie alla maggior presenza di strutture. Oggi, invece, è la Campania la regione che porta la maggior parte di giocatori in Serie A, grazie al considerevole numero di scuole calcio gestite da ex calciatori e affidate a istruttori di alto livello. Strutture serie e all’avanguardia, disseminate soprattutto nella provincia di Napoli e in contatto con società del nord Italia che anziché andare a “pescare giovani” in Brasile o Argentina, mandano i loro osservatori in Campania.

Oltre ai campioni conclamati come Lorenzo Insigne da Frattamaggiore, Ciro Immobile da Torre Annunziata e Fabio Quagliarella da Castellammare di Stabia, ci sono diversi giovani che si sono già ritagliati degli spazi e tanti altri che sgomitano tra le giovanili per arrivare in prima squadra e mettersi in mostra tra i “grandi”.

Uno che è già riuscito a imporsi nella sua squadra, ancor prima di diventare maggiorenne, è Gigio Donnarumma. Stabiese purosangue classe 1999 che venne acquistato dal Milan giovanissimo è riuscito a battere diversi primati di precocità anche con la Nazionale maggiore. Talento indiscusso dal fisico imponente (196 cm di altezza per 90 kg di peso) e ormai titolare inamovibile a protezione della porta rossonera. Grazie alla sua elasticità muscolare, a dispetto dell’altezza, tempismo e coraggio è considerato una garanzia, e data la giovane età, ha ancora ampi margini di miglioramento.

Un giovane che riempie d’orgoglio ogni stabiese è Sebastiano Esposito, che il giornale francese L'Equipe ha definito “il più grande talento del calcio italiano”, anche lui nato a Castellammare di Stabia ma cresciuto calcisticamente tra Brescia e Inter. Ed è proprio il club nerazzurro che ne possiede il cartellino e che lo ha fatto esordire in Serie A il 26 ottobre 2019, facendolo diventare il primo nativo del 2002 a farlo. Antonio Conte ha grande fiducia in lui, e lo considera “un calciatore vero”, inserendolo nei piani futuri della società per poter dare l’assalto allo scudetto rendendo l’Inter, anche agli occhi dei bookmakers come William Hill, la vera squadra da battere. L’Inter crede molto nella sua intelligenza tattica e nel suo istinto da goleador, che gli permettono di giocare sia nella trequarti che come seconda punta, ma le qualità che ne fanno intuire il gran talento sono il suo tempismo che gli fa trovare i giusti spazi in cui infilarsi e l’equilibrio che lo rende inafferrabile ai difensori.

Dalla “scugnizzeria” del Napoli è invece emerso Gianluca Gaetano, nato nel 2000 a Cimitile vicino a Nola. Centrocampista in grado di giocare sia al centro che sulla fascia, ma che da del suo meglio come trequartista, è riuscito a mettersi in mostra, a suon di gol e assist, sia nel campionato Primavera che nella UEFA Youth League. Nel 2019 ha fatto il suo debutto con la prima squadra che gli ha concesso dei minuti prima in Coppa italia, in Serie A e poi in Champions League. Da gennaio 2020 è passato in prestito alla Cremonese, in Serie B, dove ha già segnato il primo gol da professionista. Le sue qualità maggiori sono il controllo di palla e il dribbling, che lo rendono molto pericoloso, e una grande visione di gioco che lo rende un assist-man naturale. 

Il Napoli, ovviamente, rappresenta il punto di riferimento per la regione, dove gran parte dei giovani campani ambiscono a giocare. Ed è proprio la Primavera azzurra la squadra in cui scovare tanti altri talenti Made in Campania.

Al centro della difesa gioca Claudio Manzi, classe 2000, nativo di Lacco Ameno dove ha fatto le giovanili con l’Ischia Isolaverde. Considerato una sicurezza dal tecnico Baronio, fa delle qualità fisiche e atletiche l’arma principale per dominare la propria area. Bravo in scivolata e nel togliere palla agli avversari, è dotato di un temperamento aggressivo ed energico, abile nello sfiancare gli attaccanti che difficilmente riescono a ricevere il pallone con lui nei paraggi. Un prospetto che, a detta di molti, sarebbe già pronto a fare il salto tra i professionisti.

Un altro classe 2000 è Alberto Senese, nativo di Giugliano e proveniente dalla Real Casarea, che gioca nel ruolo di terzino. Essendo ambidestro è capace di coprire entrambi i lati del campo e grazie al gran colpo di testa è un vero leader in area e un’arma in più nei calci d’angolo. Possiede una stazza fisica notevole che, unita alla sua aggressività, gli ha permesso di mettersi in mostra in diverse occasioni al punto da catturare l’attenzione di Maurizio Sarri che lo ha aggregato con la prima squadra in diverse occasioni. È un giovane dotato di una discreta tecnica e con un forte spirito di abnegazione che sicuramente lo porterà ai vertici del calcio italiano.

Il titolare d’attacco degli Azzurrini è Ciro Palmieri da Capodimonte. Vero jolly offensivo, nato nel 2000, capace di giocare sia da centravanti sia come punta esterno che da trequartista. Cresciuto nella prestigiosa Scuola Calcio Mariano Keller, nel 2013 stava per finire al Chelsea, ma poi la trattativa fallì e per lui si aprirono le porte del Napoli. Rappresenta il prototipo della punta moderna ed è dotato di un fisico brevilineo e veloce che gli dona molta rapidità nei movimenti d’inserimento tra gli spazi avversari. Altre sue qualità sono la resistenza e la cattiveria agonistica che gli permettono di essere sempre nel vivo del gioco. Dovrebbe migliorare il colpo di testa e il modo in cui affronta i contrasti ma molti esperti lo hanno paragonato a Ezequiel Lavezzi.

Sembra proprio che l’aria campana abbia quel qualcosa in più che permetta a molti ragazzi di ambire al grande sogno della Serie A. Qualcuno pensa che siano la fantasia e la scaltrezza dell’indole napoletana, oppure il fatto di dare i primi calci per strada, a permettere lo sviluppo di quello spirito di sopravvivenza e a donare certe innate qualità. Poi, se arriva l’opportunità di spostarsi nelle strutture del nord, che con la loro tipica mentalità riescono a “mettere in riga” anche i più frizzanti, molti conquistano quella giusta professionalità che è essenziale a ogni aspirante calciatore.

L’unico rammarico è proprio questo: che debbano essere le società settentrionali a godere maggiormente delle prestazioni dei nostri talenti. De Laurentiis in passato ha parlato di creare un’accademia, ma finora la società ha preferito acquistare i giocatori piuttosto che coltivarli in casa. Un vero peccato perché per gran parte di queste promesse vestire la maglia del Napoli sarebbe il sogno di una vita.

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