Si complica sempre più, quindi, la gestione del calendario della stagione calcistica, anche e soprattutto in ottica campionato, dove le gare rinviate sono già otto. L'assemblea della Lega di Serie A di stamani doveva trattare proprio questo tema, ma è mancato il numero legale. "Peccato per stamani - ha detto l'ad dell'Inter Giuseppe Marotta - Ora occorre indire di nuovo un'assemblea, che sia formale o informale, per delineare una strategia precisa a salvaguardia del fenomeno sportivo e dei singoli club".
"Lo strumento delle porte chiuse - aveva suggerito in precedenza sempre il dirigente nerazzurro - potrebbe essere l'unico per portare a termine il campionato, alla luce di quelle che sono le restrizioni che giustamente il governo sta indicando. Juventus-Inter? Si dovrebbe giocare domenica o lunedì".
Marotta aveva quindi aggiunto che "in un momento di grande emergenza per il Paese, con gravissimi problemi di salute davanti a noi, dobbiamo assolutamente prendere coscienza di questo; nel nostro ambito calcistico, è evidente che il tentativo è quello di portare a termine il campionato con la massima regolarità, senza creare uno squilibrio competitivo. Ma lo scenario sta cambiando di giorno in giorno: siamo in stato d'emergenza e pertanto - aveva concluso Marotta concordando con il presidente del Coni Giovanni Malagò - si naviga a vista".
L'orientamento delle partite a porte chiuse sembra in effetti condiviso dal governo, com'è emerso dalle parole del ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, al question time alla Camera. "Si darà la possibilità di realizzare eventi e competizioni sportive esclusivamente a porte chiuse - ha detto Spadafora - dando anche indicazioni ben precise per la prevenzione sanitaria delle squadre, degli staff e di tutto il personale coinvolto".
"Nel Dpcm - ha aggiunto il ministro - si dirà anche come e dove sarà possibile svolgere sport di base per tutti. Non è necessario, né utile, infatti, bloccare tutto in tutto il territorio purché si rispettino le raccomandazioni che saranno indicate nel Decreto. S'intende consentire allo sport di base, come anche a quello agonistico, di continuare ad essere svolto, ma con le dovute cautele".
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